CATENANUOVA: RIUNIONE DEI REFERENTI TERRITORIALI DEL COMITATO REFERENDARIO PROVINCIALE DI ENNA

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Alla sua costituzione il Comitato Referendario aveva designato i referenti comunali, i quali, a loro volta, saranno chiamati a costituire i comitati referendari comunali, quanto più ampi e rappresentativi possibili.La riunione è servita soprattutto a mettere a punto la macchina organizzativa. Ad introdurre i lavori il responsabile del Comitato Referendario Dr. Carlo Garofalo, il quale si è soffermato su alcune iniziative concordate nel forum nazionale e in quello regionale ed ha riportato l’entusiasmo vissuto a Roma, in occasione della manifestazione nazionale del 26 marzo, che ha visto presente una delegazione ennese. A tal proposito ha voluto ringraziare la CGIL di Enna che ha sponsorizzato la spedizione. Al termine di un animato dibattito tra i presenti, si è convenuto di dare vita ad una serie di iniziative comunali per costituire uno schieramento il più ampio possibile. In tale senso occorre partire dalle Istituzioni locali, chiedendo la convocazione straordinaria dei Consigli Comunali, aperti al contributo del Comitato Referendario per approvare degli ordini del giorno che sostengano la legge di iniziativa popolare presentata alla Regione Sicilia e chiedendo, nel contempo al Governo Regionale, la moratoria nella consegna delle reti e degli impianti in tutti quei Comuni e Province siciliane dove il servizio idrico è ancora pubblico. In Provincia di Enna, l’unico Comune dove l’acqua è ancora pubblica è Barrafranca. Inoltre, occorrerà chiedere agli stessi Consigli Comunali di modificare il proprio statuto, deliberando che l’acqua non è un bene mercificabile ed è priva di rilevanza economica. I Comuni che hanno deliberato l’acqua come elemento privo di rilevanza economica in Provincia di Enna sono: Troina, Leonforte, Assoro, Centuripe, Piazza Armerina e Regalbuto. Si è pure trattato il problema dell’autofinanziamento della campagna referendaria. E’ stata lanciata l’idea di “una bandiera ad ogni balcone”. Nei prossimi giorni proporremo ai nostri concittadini di acquistare le bandiere simbolo della battaglia referendaria e di esporle ai propri balconi. In ultima analisi, la riunione è servita ad approfondire, anche, se prendere una posizione ufficiale, come Comitato, perché richiesta da più parti, sul referendum sul nucleare. Il Comitato Referendario, pur condividendo la battaglia contro il nucleare, rafforzata, peraltro, tale posizione dagli ultimi eventi capitati in Giappone, ritiene opportuno tenere distinti i quesiti referendari e le problematiche scaturenti da detti quesiti.
Ciò non esclude, comunque, ove possibile, di studiare iniziative comuni tendenti a pubblicizzare i quesiti ed a convincere i cittadini ad andare a votare il 12-13 giugno.
Inoltre, i Comitati Referendari Comunali sono lasciati liberi, nella loro autonomia ed in sede di costituzione, di poter unificare la campagna referendaria.

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