IL GIORNO 2 GIUGNO 2011 LA REPUBBLICA ITALIANA COMPIE 65 ANNI.

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Usciti dalla seconda guerra mondiale, con la caduta di Benito Mussolini, il 25 Luglio 1943, costretto a presentare le dimissioni, dopo essere stato messo in minoranza nel Gran Consiglio, con l’Ordine del giorno di Dino Grandi e tornato il sistema democratico, si formarono i Partiti e si ricostituirono quelli già esistenti prima dell’avvento del fascismo.  Il 10 Marzo 1946, si tennero le prime elezioni Amministrative.  Prima di quella data, erano stati nominati Sindaci di Enna: Dott. Giuseppe Ferrara (25/07/1943-11/12/1943); Barone Militello Francesco (24/12/1943-28/03/1945); Dott. Paolo Lo Manto (07/04/1945-23/01/1946).  Il 2 Giugno 1946, fu una giornata con due importanti avvenimenti di democrazia e cioè fu eletta l’Assemblea Costituente, che preparò e approvò la Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° Gennaio 1948 e tenne il Referendum Istituzionale, che scelse la Repubblica, ottenendo 12.717.923 voti pari al 54% contro i 10.719.285 pari al 46% alla monarchia. Gli ennesi votarono così: 7.067 voti alla monarchia e 4.698 voti alla Repubblica.
Dal Giugno 1946, con la vittoria della Repubblica, si sono succeduti 11 Presidenti: Enrico De Nicola, Luigi Enaudi, Giovanni Gronchi, Antonio Segni, Giuseppe Saragat, Giovanni Leone, Sandro Pertini, Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azelio Ciampi, Giorgio Napolitano. Di questi Presidenti, sono venuti ad Enna : Antonio Segni il 26-05-1964, che inaugurò anche la sede provinciale dell’INAM ,il 03-03-1999 Oscar Luigi Scalfaro, ed il 17-11-2004 Carlo Azelio Ciampi.
E’ giusto ricordare l’evento storico e come si arrivò al Referendum. Il 9 Maggio del 1946, alle ore 15,15 Vittorio Emanuele III Scrisse di suo pugno l’atto di abdicazione: Abdico alla Corona del Regno d’Italia in favore di mio figlio Umberto di Savoia, Principe di Piemonte. Firmato Vittorio Emanuele III. Il vecchio Sovrano aveva la usato la stessa formula del suo avo Carlo Alberto. Tutta la cerimonia era durata esattamente cinque minuti nella villa Maria Pia (già Villa Rosbery) a Posillipo.
Pertanto l’ex Sovrano, imbarcandosi sul “Duca degli Abruzzi” faceva rotta per Porto Saia, in Egitto. Così si concludeva il lungo regno di Vittorio Emanuele III, dalla sera del 29 Luglio 1900, quando a Monza il Padre re Umberto,  venne mortalmente ferito dall’anarchico Gaetano Bresci.
Dopo l’atto di abdicazione, Umberto di Savoia, scriveva una lettera al Presidente del Consiglio De Gasperi, che lesse in Consiglio dei Ministri: “Signor Presidente, l’abdicazione di mio padre mi ha portato ope legis alla successione: questo fatto non muta in nulla i poteri costituzionali da me esercitati in qualità di luogotenente generale, né modifica in alcuna maniera gli impegni da me assunti in confronto al Referendum e alla Costituente. Certo che il Governo vorrà collaborare ancora con me nell’interesse del Paese sino alla decisione della consultazione popolare Le invio, Signor Presidente, il mio corale saluto. Affezionatissimo Umberto”.
Anche in un clima di grande “suspense” si avvicinava il giorno radioso o funesto del Referendum di Repubblica o Monarchia. Ogni previsione era azzardata. Gli ultimi giorni furono più accesi.
Il Ministro dell’interno Romita, convocò i capi degli undici partiti ai quali aveva detto: “ Desidero che vi impegnate perché il Referendum si svolga nell’ordine più assoluto e il Paese rimanga tranquillo anche dopo lo scrutinio quale sia l’esito, accettando il verdetto delle urne”. Anche per la memoria storica gli undici Partiti erano: DC, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, PCI, Partito d’Azione, Fronte dell’Uomo Qualunque, Blocco Nazionale della Libertà, PRI, Partito Cristianosociale, Concentrazione Democratica Repubblicana, Unione Democratica Nazionale, Movimento Unionista Italiano.
Alle ore 18 del 10 Giugno 1946 finito i controlli, il Presidente della Cassazione Pagano, annuncia e proclama i risultati del Referendum che dava per vincitore la scelta della Repubblica. Pertanto il 13 Giugno 1946 alle ore 16,07 un aereo partiva dall’aeroporto di Ciampino portava in esilio in Portogallo, l’ultimo re d’Italia, passato alla storia come il re di Maggio per la durata solo di quel mese.
Occorre ricordare che il 2 Giugno 1946, si votò anche per eleggere l’Assemblea Costituente di 556 Deputati, che lavorò per un anno e mezzo, dal Giugno 1946 al Dicembre 1947, per scrivere e approvare la Costituzione Italiana.

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