Agricoltura. Pagana (M5S): “La politica regionale è la vera calamità”

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“La classe politica regionale è la più grande calamità per l’agricoltura siciliana. L’assessore Bandiera scopre oggi di non avere copertura per garantire il PSR? Allora riconosca il governo che rappresenta come causa di calamità per l’agricoltura siciliana. L’assessore all’agricoltura venga immediatamente a riferire in aula”.

A dichiararlo è la deputata regionale del Movimento 5 Stelle che replica così all’assessore regionale all’agricoltura Bandiera a proposito della sopraggiunta impossibilità da parte della Regione, di emettere bandi PSR per carenza di fondi.

“Nonostante montagne di atti parlamentari, interrogazioni, una convocazione in commissione – sottolinea Pagana – apprendiamo dalla stampa che non ci sono più fondi per le misure 11 e 13 del PSR. Una situazione davvero incredibile. Si tratta di misure agroambientali a superficie, necessarie a chi coltiva e agli allevatori soprattutto delle zone interne della nostra regione. Chiederò all’assessore di riconoscere come causa di calamità il governo regionale siciliano. Dal 2015 ad oggi abbiamo assistito prima all’onorevole (allora assessore) Cracolici che sbandierava 2,2 miliardi di euro per la nostra agricoltura, miliardi di euro bruciati con bandi inutili e affidati ad un sistema informatico degno delle migliori truffe, poi all’assessore Bandiera al quale, non solo abbiamo chiesto vanamente più e più volte di fornirci i dati e le rendicontazioni delle misure 10, 11, 12 e 13, ma che non si è mai schierato contro il sistema che oggi sta uccidendo letteralmente la nostra terra e i suoi custodi. Chiedo che l’assessore venga immediatamente a riferire in Aula e ci dica chiaramente qual è la sua visione di agricoltura in Sicilia. La nostra – spiega ancora Pagana – è una terra di persone coraggiose, e gli scoraggiati non ne possono stare al governo. Intervenga anche il Presidente Musumeci, altrimenti questo governo passerà alla storia come il responsabile del fallimento di migliaia di aziende zootecniche e del collasso dell’eccellente agricoltura siciliana” – conclude Pagana.

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