PRESENTATO AD ENNA IL PROGETTO DELLA NUOVA PISTA INTERCONTINENTALE DELL’ AEROPORTO FONTANAROSSA

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“Sarà una nuova pista dell’aeroporto Fontanarossa di Catania, e non un nuovo aeroporto”. E’ questa la principale novità che differenzia l’attuale progetto di realizzazione dello scalo ricandente tra i comuni di Catenanuova e Centuripe. Non più quindi come annunciato circa nove anni fa, un nuovo aeroporto autonomo, ma una nuova pista, afferente al “V.Bellini- Fontanarossa” di Catania, che potrebbe quindi passare da una pista di atterraggio lunga 2.436 metri, che lo colloca al 26° posto sui 48 aeroporti italiani, al primo aeroporto con una pista di oltre 4 km che supera anche Malpensa, che si ferma a 3,900 metri.

A questo bisogna aggiungere che dal 2015 la SAC di Catania pensa alla costruzione di una nuova pista (di circa 3.100 m) ricandente nell’area metropolitana, dedicata ai voli transcontinentali a pieno carico. Anche se di questo progetto sembra non si stia più parlando negli ultimi tempi, infatti non vi è nessuna dichiarazione ufficiale della Società Aeroporto Catania.

Il progetto dell’Università Kore è sicuramente un’opportunità per il territorio ennese, perchè rappresenta un valido percorso di crescita infrastrutturale e commerciale per il nostro territorio. Il punto di forza del progetto dell’Università Kore, sarà la disponibilità immediata di capitali privati, che non andrebbero a gravare sui fondi pubblici e che porterebbero nel medio termine alla necessità di creare una rete infrastrutturale in grado di rendere appetibile la nuova pista.

Infatti, lo scalo di Centuripe-Catenanuova potrebbe rappresentare il quarto scalo intercontinentale italiano, dopo Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia e il primo di tutto il sud Italia. La pista, inoltre, dovrebbe consentire l’atterraggio di voli cargo destinati alle merci e voli Jumbo destinati alle tratte tra un continente e l’altro. Tutto questo significa potenziare il commercio dei prodotti tipici siciliani, ma anche un maggiore flusso turistico con nuovi accordi con molte compagnie aeree di tutto il mondo, che ad oggi non possono atterrare in Sicilia a causa delle limitazioni della pista catanese

Tuttavia è opportuno sottolineare che tale progetto pone degli interrogativi ovvero: la pista ricandente nel Libero Consorzio di Enna è distante dall’area metropolitana di Catania circa 30 km, per cui ci si chiede come si riuscirà a superare adeguatamente tale “limite” vista la completa mancanza di servizi e collegamenti viari in grado di accogliere il grande flusso di merci e di viaggiatori?

Bisogna concludere ricordando che la nostra isola, purtroppo vanta a livello nazionale il triste primato di regione con il più alto tasso delle opere incompiute, con circa 488.305.910 milioni di euro stanziati per la realizzazione di opere che non sono state mai portate a termine. Il dato viene elaborato dall’anagrafe delle opere pubbliche incompiute e comunicato dal ministero delle Infrastrutture.

A noi Siciliani non resta quindi che ricordare una celebre citazione di Leonardo Sciascia “Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile”. MB

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