“Siamo tutti terroni”. Salvini contestato a Catania

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Dura contestazione di centinaia di catanesi al ministro Matteo Salvini in visita al municipio di Catania. Al grido di “siamo tutti terroni” i cittadini catanesi hanno contestato Salvini. “Per anni ci hanno denigrato e ora vengono a cercare i nostri voti”, grida una signora che tiene in mano la bandiera della Trinacria. Poi un folto gruppo di contestatori ha cantato “Bella ciao”, mentre la polizia in tenuta antisommossa teneva a distanza i manifestanti. All’auto di Matteo Salvini sono state lanciate anche bottiglie di plastica vuote.Salvini è dovuto entrare al Comune di nascosto da un ingresso laterale. Mentre I pochi leghisti presenti in piazza sono stati costretti a lasciarla, spostandosi su una via vicina.

In serata anche a Siracusa, Salvini, viene duramente contestato con fischi, slogan e urla “fuori da Siracusa”. Davanti al palco, nonostante l’allontanamento dei manifestanti da parte della polizia sono stati esposti cartelli con varie scritte come: “Salvini fascista, historia docet” e “olocausto mediterraneo”. Salvini si è presentato sul palco con circa un’ora di ritardo definendo i contestatori “nostalgici della falce e martello”: Riguardo la crisi di governo, il leader leghista a Catania ha dichiarato che già la prossima settimana, iincontrerà gli alleati del centrodestra “. Mentre su Facebook Luigi Di Maio scrive: “Ci affidiamo alle decisioni del Presidente della Repubblica, qualora dovesse cadere il governo sarà molto probabile un aumento dell’Iva al 25% che porterebbe senza dubbio il paese nel disastro”.

Mario Barbarino


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