ENNA: STANDING OVATION PER FILIPPO LUNA NELLE MILLE BOLLE BLU CINQUE MINUTI DI APPLAUSI PER IL MONOLOGO CHE RACCONTA UNA STORIA OMOSESSUALE

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Incanta, commuove, emoziona Filippo Luna nel monologo “Le mille bolle blu”, tratto dall’ omonimo racconto contenuto nel libro “Muore lentamente chi evita una passione” della Pietro Vittorietti edizioni, scritto a più mani da Salvatore Rizzo, Angela Mannino e Maria Elena Vittorietti. 500 persone a LaCasadiGiufà, nell’ambito di Narrazione d’Amore,  il progetto del Comune e cinque minuti di applausi e la gente in piedi per l’attore Luna che in questo lavoro è alla sua prima regia. Lo spettacolo era al suo debutto fuori Palermo dove ha esordito in novembre raccogliendo il favore della critica e del pubblico.

  Storia di un amore omosessuale, storia di amore con la A maiuscola per raccontare, sulla colonna sonora di Mina, che negli anni 60 cantava “le mille bolle blu”, 30 anni di amore tra Nardino, un barbiere di borgata e Manuè, l’avvocato.
Un monologo che incanta per l’intensità della recitazione di Luna che piange, e fa piangere, nel giorno della morte di Emanuele. E’ il dolore per la perdita di un amore senza regole, che sopravvive fra le regole, vissuto clandestinamente ma con la stessa intensità di tutti gli amori veri. Luna, che incarna più che interpretare il personaggio, si muove su una scena scarna con indosso il vestito nero delle grandi occasioni. La sedia del barberie dietro la quale campeggia una foto in bianco e nero di due uomini che immaginiamo essere i due innamorati e un gioco di luci che fa il resto sottolineando le profonde emozioni che agitano l’attore-barbiere e il pubblico.
Un modo diverso di mostrare l’amore omosessuale,  spesso vilipeso e oggetto di scherno, presentato, invece, dal  giornalista Totò Rizzo, che è autore della storia da cui è tratta la piece, nella sua dimensione eterna.  Il file rouge che percorre tutto il monologo è la grande solitudine , sembra quasi di toccarla, di Nardino, che rimane solo a custodire il segreto di un amore che ha dato senso alla vita. Il tema dell’amore tra uomini che, ancora suscita scandalo, assume così un’altra visione: quello della tenerezza, della complicità, dell’unione di intenti. “Noi non facevamo porcherie” dice Nardino che racconta a se stesso gli anni trascorsi – Noi facevamo l’amore”.
“E’ una storia di amore tout court – ha detto Rizzo – Una storia vera che ho raccolto in una borgata palermitana e che mi è stata raccontata da un uomo sulla settantina che l’ha riferita con la stessa tenerezza con cui io poi l’ho scritta”.
“Stasera abbiamo avuto il senso pieno di qual è l’obiettivo di Narrazioni d’Amore – ha detto il sindaco Rino Agnello – Raccontare, aggregare e fare cultura”.
Al termine della serata gli ospiti della CasadiGiufà hanno potuto degustare il Cioccolato di Modica dell’ Antica Dolceria Bonajuto – Modica e il vino di Alessandro di Camporeale, Azienda Vitivinicola offerto in collaborazione con Bio Sicily.
Narrazioni d’Amore, che in questa II^ edizione è dedicato alle “Variazioni sul tema dell’Altro”, è prodotto dalla Produzione Graham & Associati, direttori artistici Giovanni Callea e Cettina Capizzi.

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