ENNA: UNA FOLLA COMMOSSA E COLMA DI SINCERO AFFETTO SALUTA DON CARMELO CANNIZZO

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Una folla commossa e colma di sincero affetto ha dato l’ultimo saluto a don Carmelo Cannizzo, morto a Niscemi venerdì scorso all’età di 59 anni, dove svolgeva il suo ministero sacerdotale nella chiesa di San Francesco. Tutta la comunità presbiteriale della diocesi, la città, rappresentata dal sindaco Rino Agnello, si è stretta attorno al defunto sacerdote per i solenni funerali del “boy scout buono”. Ed è soprattutto così che in tanti a Enna, oltre al prete, ricorderanno Carmelo, a corollario di una vita trascorsa affianco della gente ed in particolar modo accanto ai giovani. La giornata di domenica

 ha avuto un preambolo molto sentito: i boy scout ennesi hanno ricordato Carmelo pregando e cantando, quando la sera ha lasciato la camera ardente allestita sabato nella chiesa di San Francesco di Paola, per giungere al Duomo, dove ieri si è svolto il solenne rito funebre. Una lunga cerimonia durata circa un’ora e mezzo. Ad officiare il momento liturgico è stato il vescovo, mons. Michele Pennisi.  Siamo qui –ha detto nell’omelia mons. Pennisi- ad onorare la volontà di Dio che ha chiamato a sé questo suo servo buono e fedele. Tutta la sua vita è stata una vita offerta al Signore. La sua storia di fede e di paziente e silenziosa crescita verso il sacerdozio è maturata in questa Chiesa Madre di Maria Santissima della Visitazione e nell’ambito del gruppo Agisci Enna 1 nel quale fece parte a 17 anni e al quale è rimasto sempre legato”. Don Carmelo Cannizzò,  ha ricordato il vescovo, maturò la sua chiamata al sacerdozio nel 1991 all’età di 41 anni “dopo aver assolto al compito di assistere amorevolmente i genitori anziani e ammalati”. Laureato in matematica all’Università di Catania, ha dedicato gran parte della sua vita all’insegnamento. “Lo studio della matematica –ha sottolineato Pennisi- l’ha aiutato a leggere anche il libro della natura, a riconoscere la presenza del mistero di un Dio provvidente. Anche nel tempo della malattia è stato un dono preziosissimo per la chiesa a cui ha dedicato tante sue energie in spirito di fraternità con padre Giuseppe Giugno, di comunione con tutti i confratelli. La vita eterna è la meta che il Signore nel suo amore ha voluto e vuole per tutti e per ciascuno di noi. Così il dolore profondo per la morte viene aperto dalla nostra fede alla gioia spirituale che è l’ultimo messaggio che don Carmelo ha voluto lasciare a tutti noi come suo testamento spirituale ripetendo con il sorriso sulle lebbra prima di morire “Io vado in cielo gioite con me””.

Giacomo Lisacchi

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