ENNA: ASSOUTENTI. “I COMUNI RISCHIANO IL DISSESTO. L’AFFIDAMENTO DELLA RACCOLTA RIFIUTI E RELATIVE TARIFFE DEVONO ESSERE STABILITE DAI SINDACI”

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Il responsabile provinciale di Assoutenti, Pippo Bruno, unitamente agli avvocati dell’associazione, Maria Forno e Fabrizia Segreto, ha fatto sapere tramite un comunicato che si è tenuto un incontro con i commissari liquidatori dell’Ato EnnaEuno. Il responsabile di Assoutenti, all’inizio della riunione, ha voluto subito chiarire che “non esistono contrasti di sorta tra l’associazione da lui rappresentata e l’assessore provinciale Ilaria Di Simone e il consigliere provinciale Michele Sutera, così come  il presidente della commissione liquidatrice, Salvatore Ragonese, ha voluto far intendere

 in certe sue dichiarazioni alla stampa”, mentre i legali Forno e Segreto hanno sottolineato invece come “sarebbe stato opportuno da parte di EnnaEuno ritirare i ruoli 2006 e 2007 già l’indomani della sentenza” e, nello stesso tempo, hanno spiegato che  “la notifica della sentenza alle due società Enna Euno e Sicilia Ambiente, in quanto controparte, era un atto dovuto”. “Siamo stanchi –ha lamentato Bruno- di vedere ancora oggi notificare cartelle, ufficialmente sospese dalla Serit, che creano sensazione di incredulità nei cittadini i quali sono disposti a pagare ciò che è legale, ma non a sostenere un carrozzone che in quattro anni ha creato solo danni”. E quindi, ha spiegato che “il perpetrarsi di tale situazione generatasi potrebbe portare i comuni dell’ennese in una situazione di dissesto finanziario”. “Bisogna cercare di metter fine a tale situazione –ha detto Bruno- e riportare tutto nell’alveo della legalità e nella giusta dimensione affinché i cittadini possano riacquistare quella fiducia che nel 2003 spingeva gli utenti a pagare la Tarsu senza protestare”. A conclusione dell’incontro, è stato sottolineato che la posizione dell’Assoutenti relativamente al 2009 “è quella stabilita dalla sentenza del Cga, vale a dire che si è in regime di TARSU e che dovranno essere i consigli comunali a dover deliberare in modo legittimo ed equo il costo del servizio”. “E’ impensabile –ha sostenuto Bruno- che in provincia di Enna  una famiglia tipo debba pagare 350 euro quando in altre realtà nazionali paga  95 o 118 euro”. Intanto, Assoutenti ribadisce ancora una volta che “per quanto riguarda il pregresso, che si debba ottemperare a quanto stabilito dalla sentenza del Cga e che l’affidamento del servizio venga fatto dai Sindaci con apposite ordinanze così come previsto da D.L.152/2006 art.191, in attesa che l’assemblea regionale possa legiferare e metter ordine in una situazione che si fa sempre più complessa”.

Giacomo Lisacchi 

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