SANITA’, CONFERENZA DEI SINDACI: NO AL PIANO DI RIMODULAZIONE

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E’ un no deciso al Piano di Rimodulazione ospedaliera e territoriale dell’ Asl 4 e al progetto di riorganizzazione della rete delle strutture pubbliche di diagnostica di laboratorio quello espresso dalla conferenza dei Sindaci della provincia di Enna, a capo il sindaco di Enna, Rino Agnello. Il Piano è firmato dal direttore generale dell’Asl 4, Francesco Judica e dal commissario straordinario dell’ospedale Umberto I° Lorenzo Maniaci. “Rimaniamo disponibili ad un incontro con l’assessore regionale alla Sanità – scrivono in un documento i sindaci che ribadiscono che le decisioni del Governo regionale non possono prescindere dalle considerazioni fatte della conferenza dei sindaci. “Siamo ancora

 in attesa di un provvedimento da parte dell’assessorato che porti il numero dei posti letto per acuti, in linea con la vigente normativa, e cioè 3 posti letto e mezzo per mille abitanti, così come  da ricorso presentato al Tar Palermo – dicono i sindaci nel documento – E siamo ancora in attesa di un progetto di riorganizzazione dei laboratori dove sia sancita la stretta collaborazione tra tipo di ospedale e tipo di laboratorio ospedaliero. In altre parole un provvedimento congiunto, a firma sia del commissario straordinario che del direttore generale dell’Ausl, che chiarisca che in tutti e 4 i presidi della provincia sia garantita la presenza di un laboratorio clinico”. Il documento della conferenza dei sindaci chiede che i due manager Iudica e Maniaci si impegnino per la continuità ospedale-territorio, la prossimità al bisogno del paziente e a quella del clinico, l’informatizzazione delle attività di laboratorio per favorire la creazione di reti di strutture che condividono protocolli e dati, la costruzione di linee guida per ridurre inefficienze, esami inutili e obsoleti, costi eccessivi. Questo a fronte del fatto che la provincia di Enna è l’unica provincia siciliana dove le prestazioni di laboratorio pubbliche, con un 56,71 per cento, superano quelle private che si attestato sul 42, 29 per centro, contro i dati regionali che vedono il privato, con 73,56 per cento di gran lunga superiore al pubblico, 26,44. La conferenza dei sindaci lamenta che il piano, oltre a ridurre il personale dipendente, riduce l’offerta pubblica “ponendo al centro non i bisogni clinici del paziente ma un risparmio fittizio ed immotivato che alla fine favorisce l’esborso di denaro di tasca propria da parte dei singoli”. Secondo la conferenza dei sindaci la proposta formulata dal Commissario Straordinario dell’Ospedale Umberto I°, che porterebbe alla contrazione in un unico reparto la pediatria e l’Utin, Unità di Terapia Intensiva Neonatale, è errata . “ L’assetto attuale è sicuramente coerente alla rimodulazione della rete ospedaliera nel bacino provinciale – scrivono ancora i sindaci –  interprovinciale e regionale assicurando funzioni distinte per intensità di cure e tenendo conto della configurazione storicamente assunta dai flussi di mobilità e dall’offerta ospedaliera regionale” . Per quanto, invece, riguarda la proposta del direttore generale dell’ASL, sarebbe in contrasto con la legge perche “ taglia a dispregio di regole e norme di legge, spezza il sistema della continuità assistenziale, descrive la legge ma non attua programmazione delle funzioni della rete territoriale”. Per tutto ciò i sindaci insistono nel chiedere un incontro con l’assessore alla Sanità mentre esprimono il no deciso al piano di rimodulazione.

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