RIFONDAZIONE COMUNISTA E COMUNISTI ITALIANI SU BANDO RICERCATORE DELL’UNIVERSITA’ KORE

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Riceviamo dai due segretari provinciali Rosario Consiglio e Gaspare Di Stefano. “Nel corso del mese di maggio si terranno gli esami di ammissione ai corsi di dottorato di ricerca dell’Università Kore di Enna. Colpisce la discrezionalità del bando di concorso emesso dall’ateneo nel marzo scorso.  Non è prevista, in particolare, alcuna prova d’esame che si attenga a tradizionali prassi concorsuali atte a garantire la pari valutazione di tutti i partecipanti: mentre in gran parte dei corsi di dottorato degli atenei italiani si tengono prove d’esame scritte in cui l’identità dei candidati è celata in busta chiusa, l’Università Kore prevede solo una valutazione dei titoli ed un colloquio che, inevitabilmente, non può non favorire

partecipanti già noti ai componenti della commissione; Perplessità suscitano, inoltre,  i titoli richiesti  per l’accesso alle prove concorsuali: non si comprende, ad esempio, a che titolo un laureato in filosofia possa accedere ad un bando precluso a chi possieda una laurea in lettere, considerata l’ormai incontrollabile varietà di piani di studio che rende spesso due lauree diverse quasi identiche o, viceversa, la stessa laurea ottenuta in atenei diversi completamente differente. Infine i collegi docenti presentano più volte gli stessi componenti, a cominciare dal Rettore Andò,  che compare in due collegi.
A chi volesse obiettare che si tratta di un ateneo privato, o che la legge conferisce agli atenei poteri deliberativi in materia di dottorati, facciamo notare che i dottorati di ricerca hanno lo stesso valore giuridico in tutti gli atenei e, soprattutto, le borse sono finanziate dallo Stato: non a caso i corsi della Kore afferiscono al XXIV ciclo di dottorati di ricerca della Repubblica Italiana.
Questa vicenda, ennesima di una lunga serie, ancora una volta evidenzia la gestione personal-privatistica della Kore, sottratta a qualsiasi controllo democratico ma ampiamente foraggiata da risorse pubbliche, gestita sempre più come snodo essenziale di una politica affaristico/clientelare  a beneficio dei soliti noti, ciò appare esemplare di una gestione dell’Università di Enna che non risponde ai minimi criteri di equità e trasparenza.
I comunisti, denunciando la condizione in cui viene sistematicamente gestito l’ateneo privato ennese, intendono  contrastare fino in fondo tale situazione; invitano tutte le forze sane del territorio, gli studenti, i professori, le componenti politiche e sindacali a fare altrettanto”.

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