ENNA: INTERVISTA AL SEGRETARIO NAZIONALE DI RIFONDAZIONE COMUNISTA PAOLO FERRERO

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Segretario Ferrero, la gente ha la sensazione che la politica spesso si appiattisce in furibonde polemiche, tralasciando invece le azioni tese alla soluzione di problemi, come quelli degli aumenti. Qual’è il suo punto di vista in merito? Noi su questo proviamo, come quella che stiamo facendo oggi qui a Enna, a fare una azione concreta contro il caro vita con la distribuzione del pane ad 1 euro, anche se è un modo di intervenire abbastanza limitato. E’ un modo per dire, senza nessuna polemica, che se un piccolo partito come il nostro può fare la distribuzione del pane ad 1 euro, il governo, le provincie, i comuni potrebbero fare molto di più per abbassare i prezzi sia dei generi alimentari di prima necessità

 sia dei servizi essenziali per le persone. Qual’è la strada da intraprendere per uscire dalla gravissima crisi occupazionale?  Prima bisogna capire perchè c’è la crisi. La crisi non è un fenomeno naturale che è cascato dal cielo. E’ frutto di due cose: della speculazione finanziaria e dei salari e delle pensioni troppo basse che hanno depresso il mercato. La gente non ha abbastanza soldi e quindi i consumi sono scesi. E questo determina il fatto che le fabbriche chiudono, aumenta la cassa integrazione perchè non riecono a vendere le merci che producono. Quindi bisogna bloccare la speculazione e ridistribuire il reddito dall’alto in basso, dai ricchi ai lavoratori, ai poveri che è l’esatto contrario di quello che sta facendo il governo. Dalla crisi si esce se c’è più giustizia sociale e più eguaglianza. Perchè in Italia è così difficile costruire un unico soggetto politico di sinistra? Diciamo, intanto, che tra le forze di sinistra comuniste l’unità l’abbiamo fatta ed è la lista che presentiamo per le europee. Certo noi non facciamo l’unità con i socialisti craxiani semplicemente perchè l’abbiamo sempre pensata in modo diverso. E quindi chi pensa che va bene la legge 30 sulla precarietà, che andavano bene le direttive sulle liberalizzazioni e privatizzazioni a livello europeo, che vanno bene le politiche di questi anni tanto d’averci portati alla crisi, che non sono d’accordo nel tenere i simboli del movimento operaio, con questi noi non possiamo di certo fare l’unità. Cosa vi distinque da Sinistra e Libertà? Semplicissimo: Rifondazione comunista e la lista comunista andrà in Europa a sostenere il gruppo unitario della sinistra che è quello che in questi anni si battuto per cambiare la politica economica della comunità europea. Mentre Sinistra e Libertà ha dentro tante anime e a secondo di chi verrà eletto andrà in gruppi diversi e farà politiche diverse. Le faccio un esempio: solo qualche settimana fa c’è stata la scena in televisione degli operai inglesi che facevano sciopero contro gli operai siciliani dicendo “ci pigliano il posto perchè vengono pagati meno”. Questa guerra tra i poveri è stata scatenata dalle politiche europee che hanno permesso di avere stipendi diversi a secondo dei Paesi e le direttive sono state votate anche da gente che fa parte di Sinistra e Libertà. Noi ci battiamo affinchè in Europa ci sia non solo una moneta unica, ma un salario europeo e dei diritti dei lavoratori europei. Insomma, uno statuto dei diritti dei lavoratori europei per evitare che ci sia questa guerra tra i poveri.  Cosa si sente di dire agli elettori ennesi della sinistra e in particolare ai delusi del PD?  Alla delusione bisogna reagire con l’unico modo: ricostruire una sinistra che non si vergogni del suo passato, per le lotte che ha fatto, avendo anche il coraggio di scontrarsi per spezzare quel profilo consociativo che fa dire a tanta gente: sono tutti uguali. L’Italia è un Paese democratico? L’Italia ha una Costituzione democratica nata dalla Resistenza ed ha un governo che prova a smontarla sia formalmente sia sostanzialmente. Il fatto che il Presidente del Consiglio controlli le televisioni, che ci sia una subalternità a Confindustria e ai padroni tende a configurare un cambiamento in peggio della situazione. Inoltre, il fatto che il presidente del Consiglio sia uno che ha corrotto altre persone e che si è fatto le leggi per non essere processato, la dice lunga.

 

Giacomo Lisacchi

 

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