ENNA: IL COMITATO PROMOTORE PROVINCIALE PER IL REFERENDUM INCASSA IL SI DEL PD E DI UNA PARTE DEL PDL

Print Friendly, PDF & Email

Cresce l’attenzione per il referendum elettorale del 21 e 22 Giugno. A dare l’adesione per il “SI” al referendum, commenta il referente del comitato provinciale, Francesco Stranera, è stato il Partito Democratico, una parte del Popolo delle Libertà e diverse associazioni, tra le quali Cittadinanzattiva, l’associazione Pompeo Colajanni e Calascibettattiva, che hanno anche fornito tanti nominativi per lo svolgimento delle funzioni di rappresentanti di lista. Rimangono pochi giorni per far capire alla gente l’importanza di andare a votare al Referendum, votando “SI” per abrogare quelle Leggi ingiuste, concepite da Calderoni, che hanno creato il meccanismo delle liste bloccate, togliendo la possibilità ai cittadini di esprimere la preferenza,

 e che invece ha dato ai segretari di partito il potere di decidere chi va o meno in Parlamento.
Anche questa volta la Lega Nord è riuscita nell’intento di non far accorpare le elezioni europee con il referendum per il timore di poter raggiungere il quorum del 50% + 1 degli elettori aventi diritto. Il governo ha buttato via 330 milioni di euro perché la lega ha impedito che si facesse l’election day accorpando il referendum alle europee, malgrado il dramma del terremoto, malgrado lo stato in cui versano gli apparati di pubblica sicurezza, malgrado la crisi; ma una parte del PdL stà dimostrando anche ad Enna grande maturità mobilitandosi, insieme a tutti noi, per votare e far votare “SI” al referendum di domenica e lunedì prossimo.
Se il referendum fallirà tutto resterà esattamente come prima. In questo caso non è come alle politiche. Non votare non è uno sfregio alla politica, ma è una resa di noi cittadini. Per questo sono in tanti i politici che invitano a non votare. Il referendum è l’unico modo per scrollare una politica sempre più chiusa in se stessa e sorda ai bisogni delle persone.
In sintesi vediamo cosa cambierebbe se vincessero i “SI” al referendum:
QUESITI 1 E 2 (CAMERA & SENATO)
I primi due quesiti stabiliscono che il partito che ottiene più voti degli altri possa governare da solo, senza subire ricatti. E che si trovi di fronte un’opposizione grande, unita, coerente.
E’ quello che succede nelle grandi democrazie. Si chiama bipartitismo. Oggi la politica perde gran parte del tempo nelle beghe interne alla coalizione, piuttosto che occuparsi dei problemi del paese e l’opposizione si frantuma nel tentativo reciproco dei partiti di rubarsi a vicenda qualche voto.
Se vincono i Sì, scompariranno le coalizioni di partiti e si eviterà che questi si uniscano il giorno delle elezioni e si dividano subito dopo imponendo veti, mediazioni e verifiche continue a maggioranza e governo. Senza coalizioni, la soglia di accesso a Camera (4%) e Senato (8%) diventerà uguale per tutti e il premio di maggioranza non potrà più andare alla coalizione ma solo alla lista che avrà ottenuto più voti.
QUESITO 3 (CANDIDATURE MULTIPLE)
Il terzo quesito riguarda le candidature multiple. Quel meccanismo per cui i big si candidano in tutte le circoscrizioni e scelgono loro, dopo le elezioni, quali dei trombati nominare al proprio posto. Nello scorso parlamento i trombati ripescati sono stati più di un terzo dell’intero parlamento.
Noi crediamo che una politica migliore sia possibile e crediamo che lo sia stato ogni qual volta i cittadini abbiano fatto sentire la propria voce.
Se vincono i Sì, sarà vietato candidarsi in più di un collegio e scomparirà la pratica abusata di presentare ovunque candidati “acchiappa-voti” (normalmente i leader di partito). In questo modo sarà colpita la nomina dei parlamentari da parte delle segreterie di partito, che decidono chi deve andare al Parlamento sia prima delle elezioni, sia (mediante questa pratica abusata) all’indomani del voto.
Infine, comunica Stranera, i cittadini interessati a svolgere le funzioni di rappresentanti di lista, per il “SI” al Referendum possono inviare, entro venerdì 19 giugno, un’email con i propri dati anagrafici all’indirizzo di posta elettronica: referendum.enna@yahoo.it oppure telefonando ai seguenti numeri: 0935.1865464 – 3389150124.

 

Related posts