PIAZZA ARMERINA: BISCA CLANDESTINA IN UN CASOLARE ISOLATO. SEQUESTRATE SOMME IN CONTANTI E SEGNALATE 31 PERSONE.

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Irruzione in una bisca clandestina allestita in un casolare isolato ricadente all’interno di un’azienda agrituristica in territorio di piazza armerina: 31 persone segnalate all’a.g. e sequestrate somme in contanti ed assegni per un valore totale di circa 50.000,00 €. Nel pomeriggio di ieri 17 giugno 2009 personale della squadra mobile di enna – diretta dal vice questore aggiunto dr. Giovanni Cuciti – coadiuvata dai colleghi del commissariato di piazza armerina – diretto dal vice questore aggiunto dr. Giancarlo Consoli – con il supporto di unità del gabinetto provinciale di polizia scientifica di enna, effettuava un controllo nei pressi di una azienda ricadente in territorio di piazza armerina dove si era rilevato

 un consistente movimento di autovetture concentrato in determinate ore della giornata. In effetti, osservando a distanza il sito in argomento, si poteva appurare che dalle ore 18.00 alle ore 19.00 circa di ieri, numerose autovetture, circa 30, raggiungevano la citata struttura fermandosi nei pressi di un piazzale sterrato, isolato e posto ad una distanza di circa 100 metri dall’ingresso del sito; ciò determinava gli operatori ad effettuare l’intervento.

Nonostante all’arrivo delle pattuglie gli avventori avessero tentato di darsi alla fuga per le campagne limitrofe, si riusciva a fermare gli stessi riconducendoli all’interno del casolare, dove si rinvenivano due tavoli da giuoco rivestiti di panno verde, numerosi mazzi di carte da baccara, generi alimentari e bevande di vario genere.

Venivano inoltre notati molti dei presenti tentare di occultare somme di denaro, molte delle quali rinvenute in sede di perquisizione all’interno delle scarpe, dei calzini o della biancheria intima.
Si procedeva, pertanto, all’identificazione di tutti i presenti, accertando nella maggior parte dei casi il possesso di somme di danaro in contanti e/o titoli bancari, firmati in bianco e con scadenze posticipate.

Inoltre, venivano esaminati anche i contenitori dell’immondizia presenti all’ingresso del sito, rinvenendo all’interno degli stessi alcune centinaia di carta da gioco da baccara e appunti vari manoscritti con cifre e nominativi. Ciò faceva incontrovertibilmente ritenere che, all’arrivo del personale di polizia, al fine di eludere le responsabilità in capo agli organizzatori, questi abbiano tentato di disfarsi di materiale probatorio occultandolo tra i contenitori colmi di rifiuti.

Complessivamente sono state sequestrate somme per un totale per circa 27.000 euro e titoli bancari/postali per circa 22.000 euro.

La quasi totalità dei presenti identificati, peraltro provenienti da provincie limitrofe, annovera precedenti specifici. Per alcuni spiccavano precedenti di polizia per associazione mafiosa.

Accertamenti in atto per verificare la versione del titolare della azienda secondo il quale il casolare era stato ceduto in affitto a soggetto terzo che ne aveva l’esclusiva disponibilità.  

 

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