UNIVERSITA’ KORE E ATENEI SICILIANI A TAORMINA PER DISCUTERE DELLO SVILUPPO LOCALE E DELL’INNOVAZIONE

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Facendo seguito ad iniziative già assunte nei mesi scorsi, si è svolto oggi, a Taormina, un incontro dei Rettori e Delegati delle Università del Mezzogiorno d’Italia al quale sono intervenuti esponenti del Governo regionale siciliano (l’Assessore Beninati), deputati di maggioranza ed opposizione, rappresentanti di Confindustria (tra i quali il Presidente Sicindustria, Ivan Lo Bello), delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali.  Nel corso della riunione – che sarà ripetuta nelle altre regioni meridionali – è stata ribadita la esigenza di promuovere comuni e condivise politiche di innovazione nell’alta formazione e nella ricerca come fondamentale contributo allo sviluppo del Sud. Il convegno – apertosi con l’intervento dei Rettori Andò (Enna),

 Giovannini (Reggio Calabria), Lagalla (Palermo) e Tomasello (Messina) – ha rappresentato un’occasione per stigmatizzare i ritardi che, soprattutto in Sicilia, stanno caratterizzando l’utilizzazione dei fondi strutturali  2007-2013 destinati all’innovazione e alla definizione di strategie condivise tra mondo accademico ed impresa.
Forte ed unanime è stato l’appello a garantire sufficienti finanziamenti, a livello nazionale e locale, del sistema universitario che, soprattutto al Sud, è chiamato a svolgere un importante e fondamentale ruolo di coesione sociale, di affermazione della legalità e di stimolo all’integrazione euro-mediterranea.
I Rettori e il Vice-Presidente del CUN Siviero, presente all’incontro, hanno condiviso la volontà del Ministro Gelmini di introdurre, in tempi brevi, una sostanziale riforma dell’università italiana ed hanno esposto le politiche di cambiamento in corso negli Atenei meridionali.
È emerso il dato di un complessivo sottofinanziamento  dell’alta formazione e della ricerca in Italia, valutabile intorno all’1,1% del PIL contro l’1,7% della media europea; questo parametro scende al di sotto dell’1% nelle regioni del Sud.
Più di qualche riserva  è stata indirizzata all’attuale modello di valutazione della qualità del sistema universitario, basato su parametri in parte non attuali e in parte non attenti alle condizioni di contesto nel quale operano le università.
Riaffermando la concreta disponibilità a porre in essere processi di autoriforma, gli Atenei meridionali hanno conclusivamente condiviso l’esigenza di operare in rete tra loro e in sinergia con le istituzioni politiche e con il mondo imprenditoriale per favorire lo sviluppo locale. A conclusione dei lavori, è stato approvato un documento finale

 

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