ENNA: IL PRESIDENTE MONACO SPIEGA IN CONSIGLIO I MOTIVI DELLA CRISI

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“Ho ottenuto il consenso della gente, con le forze politiche che mi hanno sostenuto, perché abbiamo saputo trasmettere alla gente  fiducia, onestà e legalità nella gestione della cosa pubblica”. Così il presidente della provincia, Pippo Monaco, intervenendo in consiglio provinciale, ieri pomeriggio, convocato per discutere del sistema sanitario provinciale e del personale dipendente della provincia. Ovviamente Monaco, data l’occasione, non ha ritenuto sottrarsi al dibattito politico riguardante la crisi amministrativa.”Ho inteso –ha affermato- nel mio programma “la svolta”, come  cambiamento culturale nel modo di gestire la cosa pubblica, con l’unico obiettivo che è il bene comune. L’azzeramento della Giunta provinciale

 è stata determinata dal deterioramento del rapporto politico-amministrativo con alcune forze politiche della maggioranza. L’impatto della mia amministrazione -ha spiegato- con i numerosi e complessi problemi esistenti, alcuni nuovi, ma la gran parte ereditati dalle precedenti amministrazioni, la necessità di adottare decisioni  radicali, talvolta dirompenti, nei confronti  di certi equilibri consolidati da decenni, sono stati sicuramente i fattori  che hanno creato divergenze di opinione tra alcune forze politiche di maggioranza, o tra parti di essa. Tutto questo ha determinato un rallentamento dell’attività amministrativa, che, personalmente, non ho inteso più condividere ed accettare”. Monaco ha poi parlato anche di una crisi politica generalizzata che riguarda sia le forze di centrodestra che di centrosinistra. “Le problematiche –ha osservato- interne ai partiti e alle coalizioni, non appartengono solo a questa maggioranza che governa l’ente Provincia; purtroppo sono diffuse e riguardano anche la coalizione di centrosinistra impedendo, per esempio, di affrontare problematiche serie, come quella dei rifiuti”. Monaco, quindi, rivolgendosi “a tutte le forze politiche che lo hanno sostenuto e che ancora vorranno sostenerlo”, ha sottolineato che “bisogna ripartire e rilanciare l’azione politico amministrativa” che risponda soprattutto “alle esigenze dei cittadini”. Esigenze che secondo Monaco riguardano la viabilità, i rifiuti, la crisi dei settori produttivi e l’occupazione giovanile. “Temi che l’ente locale –ha aggiunto- da solo non può risolvere, perché legati a fattori e poteri  che sovrastano l’ente Provincia”. Monaco ha anche fatto un excursus sul primo anno di amministrazione, “fondamentale –ha detto- per comprendere il funzionamento della macchina amministrativa”. Macchina che “presenta delle criticità” e che è “frutto di anni di gestione, non sempre improntata al bene pubblico, ma  piuttosto ispirata alla ricerca spasmodica del consenso elettorale”. “La mia Amministrazione – ha continuato Monaco- ha dovuto fare scelte, spesso impopolari, ma obbligate, apporre correttivi al modo di gestire la cosa  pubblica, che ha portato ad una azione di contenimento e riduzione della spesa. Come la razionalizzazione degli affitti passivi, destinando tutti gli uffici provinciali in sedi di proprietà dell’Ente, la riorganizzazione delle società partecipate “spesso veri e propri ammortizzatori sociali, di una  passata  gestione politica che non ha saputo creare vere condizioni di sviluppo, mutuando una  mentalità  anacronistica  del posto fisso e del pubblico impiego”. Un accenno il presidente della provincia lo ha fatto anche al problema dei rifiuti, “un problema ereditato e di non facile soluzione che va ricondotto  nell’alveo di una gestione improntata alla legittimità degli atti, ai criteri di efficienza, efficacia ed economicità.” Infine, si è detto convinto che “la via intrapresa dall’Amministrazione sia quella giusta anche se necessita di qualche aggiustamento”. Rivolgendosi all’opposizione ha detto invece che sicuramente “c’è spazio per una collaborazione, nel rispetto dei ruoli e della trasparenza”.

Giacomo Lisacchi

 

 

 

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