ENNA: APERTURA DELL’HOSPICE PER MALATI TERMINALI. SIT-IN DAVANTI AL VECCHIO OSPEDALE UMBERTO I

Print Friendly, PDF & Email

Sit-in ieri nello spiazzale del vecchio ospedale Umberto I°, dove ancora funzionano alcuni reparti come geriatria, psichiatria, dermatologia e il poliambulatorio, indetto dal Tribunale dei malati e dal Comitato promotore per i diritti dei cittadini per sollecitare l’apertura dell’Hospice per malati terminali di cancro. Proprio ieri ricadeva il terzo anniversario dell’inaugurazione, fatta in pompa magna il 30 giugno del 2006 per fini elettoralistici, dell’importantissima struttura, allestita nel padiglione che ospitava l’ex chirurgia, mai entrata in funzione. La città di Enna da anni assiste ai balletti, ai rimpalli di responsabilità tra i dirigenti dell’Umberto I°

 e dell’Ausl 4 ed ai tempi lunghi ed estenuanti di iter burocratici, che denotano scarsa sensibilità verso problemi che dovrebbero essere prioritariamente attenzionati. Comunque, c’è da dire, come abbiamo pubblicato in un nostro precedente servizio del 2 giugno scorso che secondo il decreto firmato dall’assessore alla sanità Massimo Russo, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della regione siciliana n.23 del 22 maggio scorso che riguarda la riorganizzazione delle strutture e incrementa le terapie domiciliati per i malati terminale, l’Hospice di Enna dovrà far parte della rete regionale che prevede 15 strutture di cui attualmente operanti sono solo cinque. “Siamo stufi di essere presi in giro –dice Francesca Sanfilippo- sono anni che promettono di aprire questa struttura innovativa che riesce ad accompagnare in una fase complessa chi vive purtroppo grandi difficoltà. Chiediamo ai politici come mai da tre anni l’Hospice è ancora chiuso. Vogliamo vedere con i nostri occhi, è un nostro diritto, come sono combinati i locali anche perchè si vocifera che i mobili dell’Hospice siano andati a finire o a Leonforte o Nicosia”. “Abbiamo chiesto ufficilmente con una lettera –dice Francesco Rindone- al responsabile dell’ospedale di visitare il reparto per accertarci se quello che si dice in giro corrisponda al vero. Aspettiamo risposta”. “Siamo ameareggiati, è semplicemente vergognoso –sottolinea Telesforo Lanzone, presidente del Tribunale dell’ammalato- dopo tre anni dall’inaugurazione ci sentiamo presi in giro. Hanno investito dei soldi che sono dei cittadini per un reparto che mantengono chiuso. E’ semplicemente vergognoso come i nostri politici si disinteressano del problema. Dovremmo mandarli tutti a casa. La sanità non è solo una questione legata a parametri scientifici, ma è anche una questione di umanità”.

Giacomo Lisacchi

Related posts