ENNA: LA SPAZZATURA IL TORMENTONE ESTIVO DEI CITTADINI ENNESI. APPELLO AL SINDACO RINO AGNELLO. “SCELGA SE STARE CON I CITTADINI O CON IL SISTEMA”

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Non potevano mai immaginare che il problema della spazzatura, dopo che agli inizi del 2009 cominciarono ad affiorare rosee prospettive, sarebbe diventato un tormentone estivo per gli ennesi, nonostante sei mesi fa si cominciarono a muovere i primi passi in direzione di una soluzione definitiva, con la sentenza del CGA e la decisione di mettere in liquidazione l’ATO-Rifiuti. Si iniziò un percorso che lasciava ben sperare ma tutti i Sindaci, fino ad oggi, se la sono presa con comodo. “Non hanno cavato un ragno dal buco”, o forse non lo hanno voluto cavare? Qualcuno forse ha sperato che l’assegnazione di un Commissario ad ACTA gli avrebbe tolto le castagne dal fuoco,

 per poi scaricare su di esso la responsabilità nel caso una sua decisione si potesse scontrare con gli interessi dei cittadini che, come è risaputo, propendono per l’adozione della TARSU e non per la TIA dichiarata illegittima dalla sentenza del CGA. Sig. Sindaco, oggi come stanno le cose? E’ stata approvata la TARSU per il 2009?-Ha stabilito l’ultimo tributo legittimamente determinato per gli 2006, 2007 e 2008, a portare in riscossione per pagare il servizio, assicurando ai cittadini ennesi di vivere in una città pulità, peraltro capoluogo di provincia, e ai lavoratori di ricevere gli stipendi, senza ricorrere a continui scioperi e disservizi. A questo punto tutto è nelle sue mani, tutto dipende da Lei: Scelga se stare con i cittadini o col sistema che ha portato in queste condizioni questo delicato servizio. Se incontra difficoltà, se qualcuno non vuole recepire le sue proposte si rivolga al popolo! Gli sarà vicino se viene sensibilizzato a spingere per risolvere il problema. Ci dica insomma come stanno realmente le cose? Spero che il suo comportamento non aiuti l’amara profezia fatta dal filosofo tedesco  Herbet Marcuse secondo la quale l’uomo si autoseppellirà con i Rifiuti da lui medesimo prodotti col progresso e col consumismo. Qualche dirigente politico trova conforto nel fatto che in Sicilia Enna non è la sola ad essere in queste condizioni. Per dire che hanno fallito sia amministratori di centrodestra che di centrosinistra. Il solito mal comune mezzo gaudio! Che in gergo paesano viene definito:- “U CONFORTU DO MINCHIUNI”. Viene da chiedersi perchè Acireale, Caltagirone e mi pare anche Messina chiudono in attivo? E’ forse una dirigenza politica diversa, uno staff manegiariale più competente, più responsabile e coscienzioso, capace di muoversi nella legalità?- Si saranno mossi più responsabilmente nelle assunzioni del personale, limitando al giusto numero le assunzioni, evitando il nostro carrozzone clientelare? Si dice che un nutrito gruppo della Provincia qualche anno fa, sembra si sia recato a DUBAI. Non si è mai saputo nè le conclusioni nè l’utilità di quel Viaggio-Gita. In questo caso, che sarebbe molto utile, mi chiedo perchè non promuovere delle visite mirate nella città in cui il problema della spazzatura non si è mai posto, e chiedere consigli, pareri per poi applicare le stesse tecniche? Nel caso vi si fosse presentato il problema di abbondanza di personale in qualche settore, si potrebbe trovare una soluzione nella riconversione professionale con la raccolta differenziata, con l’impianto di compostaggio. Potrebbe essere una soluzione per non licenziare nessuno. E’ risaputo che un lavoro dignitoso non significa necessariamente lavorare stando dietro una scrivania! Insistendo nell’errore significa scaricare sui cittadini i costi di un carrozzone clientelare, perchè con un piano finanziario di circa 3.800.000 euro presentato da Sicilia Ambiente si ricade nell’errore principe. Per l’idea che mi sono fatto la soluzione potrebbe essere la seguente ed uscire da questa situazione: 1) Un serio piano industriale; 2) riscossione dell’ultimo tributo legittimamente determinato nel 2003; 3) raccolta differenziata e compostaggio domestico, che non deve rimanere sulla carta ma essere attuato. Dopo di che i cittadini aspettano essere chiamati a pagare il loro tributo che sia equo e legittimo. Solo così si risolverà il problema assicurando un servizio pubblico essenziale, decente, essendo il Sindaco, fra l’altro, la massima autorità sanitaria. Per finire, interpretando il pensiero dei cittadini Le rivolgo un appello finale: Signor Sindaco, La prego, non si renda complice di quel dannato proverbio della saggia cultura contadina  ovvero: “viddani, poviri e svinturati ci chiovi ‘nto culu macari quannu sunu assittati”. (Mi perdoni la volgarità).

Gaetano Biondo

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