ENNA: COMUNISTI ITALIANI CONTRARI ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA RACCOLTA DEI RIFIUTI E ALLA SCELLERATA POLITICA DELLE ANTICIPAZIONI REGIONALI

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La crisi nella gestione dei rifiuti in provincia di Enna non ha trovato soluzione con il nuovo governo di centro-destra. Il Presidente Monaco insieme all’Assessore Ilaria De Simone avevano cavalcato il disagio dei cittadini prodotto dalla cattiva gestione politica e amministrativa della passata giunta di centro-sinistra, promettendo soluzioni positive che non si vedono.  A loro in realtà interessava e interessa il potere per spartirsi poltrone, incarichi e appalti pubblici. Nella passata amministrazione provinciale di centro-sinistra i comunisti e la sinistra di questa provincia, sia nelle istituzioni con i propri consiglieri Pruiti e Ciaramidaro, sia nella società

 hanno cercato di modificare la linea politica del PD, subalterna all’allora presidente della Regione Totò Cuffaro, che stava portando (ed ha portato) al disastro la gestione della raccolta dei rifiuti. Nell’ultima tornata elettorale del 2008 i comunisti nella Sinistra Unita, non condividendo le scelte del PD e denunciando l’operazione opportunistica delle destre, si sono presentati con un programma, con una propria lista e un proprio candidato a presidente. Abbiamo eletto un consigliere a cui chiediamo di portare avanti nella istituzione provinciale le nostre richieste:
in Provincia bisogna far passare un documento di indirizzo verso i Comuni, che vada nella direzione del rispetto, prima di tutto, della sentenza del CGA: 
1) predisposizione dei rimborsi ai cittadini che hanno pagato le tariffe illegittime;
2) predisporre gli sgravi delle cartelle esattoriali 2006 e 2007 dichiarate illegittime dal CGA;
3) far pagare il legittimo a chi non ha pagato;
4) avvio di un serio ragionamento per il ritorno ai comuni nella gestione della raccolta dei rifiuti;
5) avviare una politica ambientale rivolta alla raccolta differenziata.

Il servizio deve e può rimanere pubblico. I comuni hanno la competenza tecnica, organizzativa e finanziaria per potersi gestire direttamente il servizio di raccolta indifferenziata  e sviluppare il servizio di raccolta differenziata.

Non portare avanti una scellerata politica delle anticipazioni regionali, somme che in un secondo momento si ritorceranno nei bilanci comunali. Questo è un modo irresponsabile di affrontare i problemi.

Noi non siamo d’accordo nel privatizzare il servizio appaltando a società che aumentano i costi dei cittadini – lavoratori.

Come non siamo d’accordo nel mantenimento di una politica clientelare che non guarda alla soluzione dei problemi della comunità ma alla gestione del potere per fini personali.

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