TEATRI DI PIETRA: A MORGANTINA VA IN SCENA LEO GULLOTTA IN “MINNAZZA”

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Due grandi interpreti della scena nazionale saranno i protagonisti, domani sera 16 luglio, dell’apertura di due siti della rete di “Teatri di Pietra”. Si tratta di Leo Gullotta, in scena con “Minnazza” alle ore 21,15 al Teatro antico di Morgantina (Aidone- Enna) e Iaia Forte, in scena sempre domani sera alla stessa ora nel nuovo sito del circuito: il Castello di Ventimiglia di Castelbuono (Pa).  Il primo, “Minnazza”, è uno spettacolo di Fabio Grossi che vedrà in scena la voce recitante di Leo Gullotta sulle musiche di Germano Mazzocchetti. Si tratta di un viaggio tra i Miti e il quotidiano, tra il sorriso e la denuncia civile, un volo radente sulla letteratura italiana

che attraverso le penne siciliane invita ad una riflessione sulla nostra società. “Minnazza” è uno spettacolo per voce solista su prose e liriche siciliane, antiche e moderne. Un racconto sonoro che si snoda dalle origini della letteratura dell’Isola dei Ciclopi, fino ai nostri giorni e che trae spunto dall’immagine antica

 della Madre Terra, “La Grande Madre”.
Leo Gullotta, frequentando la lingua di contemporanei illustri, guiderà il pubblico attraverso le pagine dei loro capolavori letterari e le righe dei loro componimenti poetici, accompagnato da un’originale ensemble di maestri fisarmonicisti che eseguiranno musiche composte appositamente per questo spettacolo ed indispensabili per scandire le stazioni, ovvero i capitoli, di questo viaggio.
Tutto questo esalterà gli scritti, tra gli altri, di Ciullo d’Alcamo, Giovanni Meli, Tomasi di Lampedusa, Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Leonardo Sciascia, Pippo Fava, Ignazio Buttitta, Andrea Camilleri e molti altri.
A Castelbuono, invece, sarà di scena la partenopea Iaia Forte in “Odissea Penelope”, testo liberamente ispirato all’Odissea di Omero che andrà in scena con la regia di Giuseppe Argirò.
Lo spettacolo, una prosa in concerto con voce recitante, pianoforte e coro, ha una portata affabulatoria che si radica nell’impegno civile.
Un’attrice di grande talento diventa così un’interprete eccellente di tutte le istanze di un mondo femminile che voglia discutere in maniera costruttiva – alternando momenti di riflessione, di ironia, di drammaticità -di tutti i temi che spesso non possono essere affrontati perché ritenuti marginali in una società in cui l’immagine della donna non è sempre pari alla sua intelligenza, alla sua carica innovativa, alla sua profondità psicologica. Lo spettacolo fa emergere le contraddizioni di un’umanità eterogenea e a volte troppo diversa per poter raggiungere una pacifica convivenza. Penelope pensando alle vicende di Troia baluardo dell’Asia minore, non può non riflettere su un conflitto etnico di scottante attualità come quello tra oriente e occidente.
Odissea Penelope rivendica il diritto della donna ad esistere, a chiamarsi con un nome proprio di persona affermando un’identità personale che non può essere decisa a priori da nessun sistema culturale, se pur fondato su una tradizione millenaria. Penelope in questa nuova visione che va al di là di Omero, pur rimanendo una donna che ama Ulisse, l’eroe del mito, discute con lucidità tutti gli aspetti oscuri del celebre inventore del cavallo di troia. Penelope infatti ascrive a se stessa il diritto di poter parlare degli orrori della guerra sanzionando le malefatte di un mondo brutale che non risparmia nemmeno i bambini, come testimonia la morte orrenda del piccolo Astianatte, ad opera dello stesso Ulisse. La guerra non è più dunque cosa da uomini ma viene rivelata in tutta la sua stupidità e inutilità dalla denuncia civile di Penelope che si rende consapevole di aver sposato un assassino inventore di ordigni di morte. Il rapporto con la contemporaneità è bruciante ed immediato: il cavallo di legno non è dissimile infatti dalle tante invenzioni disumane che uguali ai giochi hanno invece dilaniato i bambini di tutto il mondo. La drammaturgia si snoda quindi tra diversi motivi quali la solitudine della donna che deve gestire un mondo che non conta di fronte  al potere sociale, politico, economico, di una società fondata dagli uomini; la violenza e la sopraffazione che le parti sociali più deboli sono costretti a subire; e infine la memoria che in questo caso, Penelope donna, è costretta suo  malgrado a tramandare perché nessuno possa dimenticare.
Il fitto cartellone di “Teatri di Pietra”, la “rete” diretta da Aurelio Gatti in cui si sperimentano e si attuano modalità per una efficace concertazione e sinergia in tema di cultura e di spettacolo come momento unificante della comunità e patrimonio d’identità dei territori del Mezzogiorno, proseguirà a Morgantina con cinque spettacoli: 19 luglio “Le Supplici”, 24 luglio “Le Troiane” con Ivana Monti, 30 luglio “Il governo delle donne” con Debora Caprioglio, 9 agosto “Satyricon Hotel” con Vincenzo Pirrotta e “Le Erinni” in data da destinarsi.
A Castelbuono, invece, saranno altri quattro gli appuntamenti con Teatri di Pietra: 21 luglio “Sorelle di Sangue” con Elisabetta Pozzi, 2 agosto “La Tempesta” con Lello Arena, 6 agosto “Ione” con Ernesto Lama e Sebastiano Tringali, e infine 11 agosto “Omaggio alla Sicilia” con Miriam Palma.

Teatro Antico di Morgantina – Aidone (En)
Inizio Spettacoli: ore 21.15     Apertura botteghino: ore 19
Biglietti: intero €12,00 – ridotto € 10,00 – residenti € 8,00

Castello di Ventimiglia – Castelbuono (Pa)
Inizio Spettacoli: ore 21.15     Apertura botteghino: ore 19
Biglietti: intero €12,00 – ridotto € 10,00- residenti € 8,00

Numero verde: 800.024060     Sito internet: www.teatridipietra.org

 

 

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