ENNA: RISCHIANO LA CHIUSURA IMPORTANTI REALTA’ IMPRENDITORIALI AGRICOLE

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L’agricoltura ennese resta senza “soldi veri”. Anzi. Subisce pesanti tagli alle risorse: solo quest’anno si trova con oltre 2 milioni di euro in meno e più di 350 imprese a fine 2009 saranno costrette a chiudere i battenti se non ci saranno immediati e straordinari interventi che consentano di ridurre i pesantissimi costi produttivi, contributivi e burocratici. Il grido d’allarme giunge ancora una volta dalla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Enna. Ormai, per il settore primario, è vera emergenza. Con la possibile chiusura di importanti realtà imprenditoriali agricole, nel 2009, senza mirate misure a sostegno degli agricoltori, a Enna più di 1800 ettari di terreni coltivati sono in grave pericolo.

 Si potrebbero verificare -annuncia la Cia- un “taglio” deciso all’occupazione e pesanti conseguenze anche della stessa realtà sociale della Provincia di Enna. Le ragioni di questo tracollo sono noti e dalla Cia sono stati più volte denunciati: costi produttivi sempre più pesanti; oneri contributivi e burocratici opprimenti; la mini-proroga per la fiscalizzazione degli oneri sociali al 30 settembre prossimo; redditi falcidiati; prezzi sui campi in discesa libera; scarsi finanziamenti per il Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali;; pochissima attenzione da parte del governo; una politica di sviluppo che si allontana in maniera inesorabile; un’agguerrita e scorretta competitività a livello internazionale.
A questo si aggiunge un contesto socio-economico in via di preoccupante ridimensionamento specie sul fronte del beneficio di servizi primari quali quelli ospedalieri legati alla necessità della sanità pubblica di migliorare la propria gestione delle risorse in una logica di risparmio, un sistema viario in disarmo che penalizza la fondamentale risorsa del sistema trasporti nella commercializzazione delle produzioni, un progressivo impoverimento della densità rurale in termini di popolazione attiva ma soprattutto giovane e via di seguito ….
Su queste premesse, dove si andrà? Quale il Destino del comparto agro-zootecnico di Enna? Lo sciagurato esodo delle popolazioni rurali quali effetti devastanti provocherà per il nostro territorio?
D’altra parte, negli ultimi dieci anni -sostiene la Cia- 2200 imprese agricole, in particolare quelle che operavano in zone di montagna e svantaggiate, hanno chiuso i battenti. Solo nel 2008 centinaia sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimi tre-quattro anni, altre migliaia di aziende rischiano di cessare l’attività. Senza provvedimenti realmente incisivi sarebbe una tragedia per l’intero settore”.
Il silenzio di tutti i governi nei confronti dei gravi problemi del mondo agricolo è disarmante. Siamo -ribadisce la Cia- in una situazione non più tollerabile. In queste ultime settimane si è sostenuto più volte la necessità di misure incisive. Nessuna risposta è venuta. Nei confronti del settore continua a sussistere un totale disinteresse. Agli agricoltori si dice che le risorse non ci sono. Poi, invece, vengono varati interventi importanti per il settore dell’auto, per gli elettrodomestici, per i mobili, per le piccole e medie imprese. I produttori agricoli si sentono presi in giro.”.
Nonostante le ripetute sollecitazioni e il quadro preoccupante delle imprese agricole, che vedono sempre più allontanarsi sviluppo e competitività, non si sono reperite -ribadisce la Cia- le risorse necessarie per ridare certezze e prospettive ad un settore che ora rischia di subire ulteriori effetti negativi da una crisi che si sta rivelando una delle più complesse e difficili.
Bisogna capire che -dice la Cia- un Paese senza una valida agricoltura non ha futuro. In altri Stati europei i problemi agricoli vengono affrontati in maniera diversa e certamente più incisiva. Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l’occhio di tutti. Ecco perché la protesta sarà ferma e determinata. Un forte impegno affinché un grande patrimonio, quale è quello agricolo e rurale della Provincia di Enna, non vada disperso e si frammenti ulteriormente. Le conseguenze sarebbero devastanti non solo per il settore, ma anche per l’intera economia.
I problemi dell’agricoltura -conclude la Cia- sono drammatici e interessano tutti i comparti: dalla zootecnia all’olio, dai cereali all’ortofrutta. Problemi che richiedono soluzioni immediate per salvare un patrimonio, quello agricolo, che -come il presidente della Confederazione Francesco Salamone ha scritto in una lettera alla deputazione regionale di qualsiasi schieramento- è alla base dell’economia della Provincia, oltre ad essere fonte diretta di lavoro per migliaia di persone. Di qui la richiesta che lo stesso presidente Lombardo intervenga e ascolti anche la “voce” dei nostri imprenditori agricoli delle aree rurali interne della Sicilia!

 

 

 

 

 

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