ENNA: IL COMITATO PRECARISCUOLAENNA ANNUNCIA PROTESTA CONTRO LA RIFORMA GELMINI DAVANTI L’UFFICIO PROVINCIALE SCOLASTICO

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Si sono riuniti insegnanti e personale ata sabato 6 settembre in piazza Prefettura per consegnare una lettera al Prefetto Giuliana Perrota in cui esprimono grande preoccupazione per il loro futuro lavorativo e dire basta alla riforma attuata dal Ministro Gelmini. Secondo il comitato Precariscuolaenna “la riforma non lascia futuro alle centinaia d’insegnanti che per deceni hanno lavorato in questo settore”. La protesta organizzata congiuntamente al personale Ata ha l’obiettivo di tutelare i 275 posti di lavoro messi a rischio solo sul territorio provinciale. Mentre su tutto il territorio nazionale sono oltre 20.000 i giovani precari che rischiano di non insegnare più a partire dal nuovo anno scolastico.

 Nei prossimi giorni sempre il comitato “Precariscuolaenna” ha programmato una protesta ad oltranza davanti la sede dell’Ufficio provinciale scolastico per impedire

– i tagli sconsiderati alla scuola pubblica, specialmente in Sicilia;
– la cancellazione di migliaia di cattedre e del personale ATA, specie nel Meridione; tale politica blocca il turnover generazionale dei docenti, escludendo cinicamente i più giovani, i quali hanno investito tempo, risorse ed energie per formarsi, specializzarsi ed abilitarsi;
– l’aumento del numero di alunni per classe, con conseguenti rischi per la sicurezza e abbassamento dell’offerta formativa;
– l’emarginazione dei ragazzi disabili, privati dell’insegnante di sostegno e delle ore necessarie per la loro formazione ed integrazione, specie in Sicilia;
– le utilizzazioni di personale docente non specializzato su posti di sostegno, che si ripercuotono negativamente sul recupero e l’integrazione degli alunni disabili;
– la possibilità offerta ai docenti delle scuole secondarie di poter svolgere 24 ore settimanali (18+6), sottraendo spezzoni orari di 6 ore ai precari disoccupati;
– la mancanza di un limite alle assegnazioni interprovinciali;
– la figura del maestro unico alle elementari, perché la nostra società complessa richiede più modelli formativi di riferimento e più specializzazioni.

Mario Barbarino

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