ENNA: RIFONDAZIONE COMUNISTA SOLIDARIZZA CON I LAVORATORI PRECARI DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

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Così come era prevedibile, inizia il nuovo anno scolastico all’insegna delle proteste. Anche ad Enna, ieri pomeriggio sono scesi più di 400 lavoratori della scuola e studenti, attraversando le strade della città reclamando posti di lavoro, una scuola pubblica di qualità e conclusasi con un presidio notturno davanti la sede del provveditorato. Rifondazione Comunista durante l’anno scorso ha sostenuto e partecipato a tutte le iniziative che si opponevano ai provvedimenti di macelleria sociale attuati dal trio Tremonti-Gelmini-Brunetta. – dichiara Gabriella Mancuso Responsabile prov.le Conoscenza di Rifondazione Comunista – Il PRC di Enna è a fianco con quanti protestano e

continueranno a farlo, contrastando tutti i provvedimenti della ministra Gelmini e la sua volontà distruttiva della scuola pubblica, del diritto allo studio e di migliaia di lavoratori della scuola che già da questo settembre resteranno senza lavoro. Il governo Berlusconi, – taglia corto la Mancuso – per mano dei ministri Tremonti e Gelmini, ha portato la scuola pubblica indietro di decenni e grazie alle menzogne divulgate attraverso tutti i mass-media ha veicolato l’idea che solo con le scuole private, dietro pagamento, si consegue una formazione di serie A.

Nella provincia di Enna, vengono tagliati ben 270 posti. –  afferma Paolo Grimaldi Coordinatore prov.le Giovani Comunisti – In una fase in cui l’economia globale è al collasso, questi tagli indiscriminati di posti di lavoro, producono nella nostra provincia, nella quale i tassi di disoccupazione sono elevati, una situazione insostenibile.
Questi licenziamenti sono il risultato di una volontà politica scellerata, – conclude Grimaldi – di un governo delle destre che, attaccando il mondo della scuola pubblica ha smantellato il piano dell’offerta formativa, ha ridotto il tempo-scuola e ha affollato le classi. A settembre dunque, ci ritorveremo delle scuole incapaci di svolgere il proprio ruolo di formazione per questo, dobbiamo fare appello a quanti hanno a cuore la scuola pubblica affinchè partecipino attivamente alle prossime proteste di lotta>>.

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