ENNA: NUOVO SITO D’INFORMAZIONE PER RIFONDAZIONE COMUNISTA

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Enna. Con il raggiungimento delle 15.000 visite prende il via il nuovo sito dei Giovani Comunisti della Federazione di Enna www.giovanicomunistienna.it. “Il nuovo sito continuerà con forme rinnovate e una maggiore facilità di visita la sua opera di informazione – controinformazione con aggiornamenti pressoché quotidiani – dichiara Roberto Capizzi dei Giovani Comunisti – Una finestra aperta su Enna e la sua provincia, sulle attività locali del Partito della Rifondazione Comunista (e della nascente Federazione della Sinistra), ma anche una finestra sulla Sicilia, sull’America Latina, sull’Europa con una rinnovata attenzione al tema dei beni comuni, della pace e del disarmo, delle questioni di genere,

 dell’antimafia sociale. Continueremo a diffondere contributi autorevoli di intellettuali della sinistra sui temi nazionali ed internazionali dando spazio a quegli avvenimenti poco o male raccontati dai media nazionali. Il nostro nuovo sito sarà dunque un luogo virtuale dove informarsi ma anche un punto di incontro e di discussione, con la possibilità di commentare gli articoli, di usufruire del forum o di poterci raggiungere sul gruppo Facebook. Un miglioramento della nostra comunicazione – continua Capizzi – che nasce dall’attenzione che il nostro Partito ha verso i nuovi media e la rete in particolare, consci delle grandi potenzialità democratiche che i nuovi strumenti comunicativi aprono anche grazie a forme libere e informali di informazione, forme libere e informali che il governo e il parlamento tendono periodicamente di ingabbiare e irreggimentare in una furia reazionaria che ricorda tempi non felici della storia del nostro Paese. L’attacco alla rete tramite il famigerato emendamento D’Alia al “pacchetto sicurezza” recentemente approvato fa il paio con gli attacchi che il governo quotidianamente sferra contro alcuni giornali (e contro la stampa cartacea in generale, vedasi in proposito le annuali minacce di tagli al fondo per l’editoria), contro trasmissioni televisive e financo contro singoli giornalisti rei di fare il loro mestiere. Conclude Capizzi: “qualsiasi tentativo di ingabbiare la rete o intralciare la stampa libera troverà la nostra ferma opposizione: nelle piazze – come è accaduto il 3 ottobre a Roma nella splendida cornice di una piazza del Popolo gremita – e nella rete”.

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