ENNA: L’AGENZIA DELLE ENTRATE CERCA NUOVI LOCALI

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Scaduto il 30 settembre 2008 il contratto di locazione, la direzione regionale dell’Agenzia dell’Entrate è alla ricerca di nuovi locali per gli uffici provinciali delle Entrate ubicati in contrada Ferrante a Enna bassa. A tale proposito, il dirigente dell’Ufficio risorse materiali dell’Agenzia, dott.ssa Maria Antonietta di Leo, ha inviato alla Regione siciliana, alla Provincia regionale e all’Amministrazione comunale una richiesta di “disponibilità immobili idonei a soddisfare le esigenze logistico-funzionali” dell’ufficio ennese. In considerazione di questa esigenza dell’Agenzia delle entrate, il Centro studi “Sen. Antonio Romano” riaccende i riflettori affinchè gli uffici vengano riportati di nuovo ad Enna alta

  e invita tutti gli organi istituzionali che responsabilmente trovino una soluzione. L’invito, secondo il Centro studi, scaturisce dal fatto che “l’attuale collocazione dell’immobile non solo è periferica, ma è anche ubicato in un’area di difficile accesso, pur trovandosi lungo la S.S. 561, meglio conosciuta come Pergusina. Infatti, oltre al divieto di posteggiare ai margini della trafficata arteria, l’Anas non ha autorizzato la realizzazione di una via d’accesso diretta all’ufficio poichè tale soluzione è ritenuta troppo rischiosa”. “Tanti sono i disagi provocati quotidianamente ai cittadini –dicono il presidente e il vice presidente del Centro studi, Mario Orlando e Antonio Occhipinti- in particolar modo per chi proviene dai Comuni limitrofi. Per questo chiediamo che l’Ufficio delle entrate possa ritornare ad Enna alta nella sua sede naturale. Si evitano così disagi all’utenza del bacino provinciale servito e le inutili e gravose spese alle casse dello Stato. Basti pensare –sollineano Orlando e Occhipinti- che gli uffici attualmente in locazione occupano una superfice enorme, 2.717 metri quadrati, con un canone di 136.929 euro l’anno. Mentre in effetti secondo la scheda quadro esigenziale dell’Agenzia dell’Entrate considerato che i dipendenti sono 70 occorrerebbe una superfice coperta di 1.540 metri quadrati di cui 1.380 per uffici e 160 per erchivi. A riguardo abbiamo accertato –sostengono ancora Orlando e Occhipinti- che ad Enna alta tante potrebbero essere le soluzioni come ad esempio quella di rientrare nel palazzo delle Finanze di viale Diaz dove ormai è quasi tutto vuoto, oppure in altri locali disponibili come quelli dell’ex Banca d’Italia, della Conservatoria dei rigisatri di via Sant’Agata, locali di via Colombaia e dell’ospedale Umberto I°. Queste soluzioni porrebbero fine alle attuali violazioni delle norme vigenti in materia di destinazioni urbanistica che prevedono che gli immobili in locazione per l’utilizzo a pubblico ufficio (come previsto nei bandi di tutta Italia) devono essere conforme al Prg con destinazione d’uso B4 e ricadere entro il perimetro urbano. Cosa che non è per l’attuale edificio che ospita l’ufficio in quanto è stato costruito per civile abitazione in zona C3 del Prg e successivamente registrato in catasto con classificazione D8”.

Giacomo Lisacchi

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