ASP ENNA: AVVIA PROGETTO KOINE’ RIVOLTO AGLI STUDENTI PER LA REALIZZAZIONE DI UN LOGO CONTRO LE DIPENDENZE PATOLOGICHE

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Il Ser.T. (Servizio Tossicodipendenze), Servizio Dipartimentale delle Dipendenze Patologiche dell’A.S.P. di Enna, nell’ambito del progetto “Koinè” (finanziato dal Fondo Nazionale Lotta alla Droga ex d.p.r. 309/90), ha bandito un concorso per l’ideazione del logo della campagna di prevenzione delle dipendenze patologiche rivolta alla popolazione generale. Il Logo sarà inserito in ogni produzione e iniziativa che il Ser.T. intenderà portare avanti e rappresenterà la “bandiera” di una campagna di promozione di stili di vita alternativi alla ricerca smodata dello sballo e all’uso patologico degli strumenti e attività quotidiane (gioco, internet, lavoro, TV, sesso, ecc…). Il concorso è rivolto agli studenti

che frequentano gli Istituti di Istruzione Secondaria di Enna, Catenanuova, Centuripe e Valguarnera, Comuni afferenti al Distretto Sanitario di Enna, la partecipazione allo stesso è gratuita e può avvenire in forma singola o collettiva.
Una giuria, composta dalla Dr.ssa Giuseppa Savoca, Direttore del Servizio Dipartimentale delle Dipendenze Patologiche, dal Dr. Stefano Dell’Aera, Responsabile del Servizio e dagli psicologi operanti all’interno del progetto: Dott. Giancarlo Pintus, Dott.ssa Giaimi Laura, Dott.ssa Vincenza Falco, Dott.ssa M.Angela Cannarozzo, selezionerà i lavori presentati. È previsto un premio per il vincitore del concorso. Per i dettagli è possibile visionare il bando sul sito internet dell’A.S.P. di Enna www.ausl.enna.it, sul sito www.homodipendens.it e presso le scuole superiori coinvolte.
Affermano gli organizzatori: “Proponiamo una campagna di prevenzione nuova, volta a fornire a tutti alcuni strumenti per promuovere la qualità della propria vita e delle proprie relazioni. Il concetto di dipendenza,  tradizionalmente legato all’alcol e alle droghe, negli ultimi decenni ha subito un’evoluzione: sono cambiate le sostanze, sono cambiate le modalità d’assunzione e il concetto di dipendenza si è ampliato fino a comprendere attività e comportamenti leciti e socialmente accettati. Sempre di più si sente parlare di dipendenza da gioco, da internet, da TV, dai cellulari, dal sesso, da lavoro, da shopping, tutte attività del quotidiano ma che possono assumere i contorni di condotte che interferiscono gravemente con la vita delle persone limitandone la libertà e la possibilità di scelta. I comportamenti di abuso, dagli alcolici alle sigarette, da internet ai farmaci, dalla cura smodata dell’immagine al bisogno delle macchinette da videopoker, sono sempre più visti come parte integrante della nostra giornata, tanto da non sembrarci comportamenti problematici, e spesso non lo sono… ma non per tutti. La facilità con cui chiunque può avere accesso a sostanze di abuso rende il problema più difficile da affrontare, perché si riduce la percezione del rischio. Se prima ad essere condannati erano, per tutti, i tossici da eroina, oggi in modo quasi inconsapevole, viviamo immersi nelle dipendenze. Ce ne accorgiamo solo quando non possiamo più averne disponibilità. Che succede se i tabaccai fanno sciopero? Che succede se l’ADSL è lento e non possiamo connetterci con Facebook o se si scarica improvvisamente la batteria del cellulare? Dire “Non si fa!” oppure “Ti uccide” non serve più e non rende ragione di una tale complessità”.

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