ASSENTEISMO. OPERAZIONE DELLA DIGOS DI ENNA ALL’OSPEDALE CHIELLO DI PIAZZA ARMERINA. INDAGATI 30 DIPENDENTI.

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“Esprimo soddisfazione per la definita ricomposizione dei quadri dirigenti provinciali degli amici di Confagricoltura. La nomina del Dr. De Rose Presidente Provinciale, coadiuvato dai Vice Dr. Nicoletti e Avv. Fascetto, sono garanzia per una comune intesa sulle politiche rappresentative in favore degli interessi del settore agricolo e zootecnico del territorio rurale ennese. La nomina altresì, del mio amico Carmelo Amoroso, quale Direttore, è la cifra attraverso cui Confagricoltura si candida ad offrire un concreto contributo in chiave moderna e contemporanea alla definizione di strategie comuni da qualche tempo pianificate. Nell’interesse generale delle imprese agricole

 che rappresentiamo auguro a tutti loro buon lavoro.”
Con queste brevi considerazioni Francesco Salamone, Presidente Provinciale della CIA di Enna, ha salutato il rinnovo degli organismi dirigenti di Confagricoltura di Enna. Nella mattinata di oggi gli uomini della Digos di Enna, al termine di una complessa ed articolata attività d’indagine coordinata dalla locale procura della Repubblica volta ad arginare il cosiddetto fenomeno dell’assenteismo, hanno notificato ad R.C., pubblico dipendente in servizio presso l’AUSL 4 di Enna, applicato presso l’Ospedale “M. Chiello” di Piazza Armerina, l’ordinanza di applicazione di misura cautelare della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o pubblico servizio per la durata di un mese, emessa dal Gip del Tribunale di Enna. L’uomo, che in diverse occasioni, malgrado il rilevamento del suo badge lo facesse ritenere regolarmente in servizio, è risultato invece assente dal luogo di lavoro, avvalendosi assai probabilmente di soggetti compiacenti che attestavano, per il medesimo, la sua presenza presso il rilevatore elettronico; per tali fatti è indagato per il reato di truffa in concorso e falsità ideologica aggravata.

 

 Le investigazioni, condotte sia con l’ausilio di mezzi tecnologici che con le tradizionali attività investigative, hanno altresì permesso di indagare una trentina di altri pubblici dipendenti dello stesso Ufficio tra cui taluni, sistematicamente, si sono giovati della compiacenza di colleghi per farsi timbrare il badge vicendevolmente, eludendo così i controlli che li attestavano all’interno degli uffici.
 
 Alcuni di questi pubblici dipendenti, tra l’altro, marcavo il loro badge e quello dei colleghi travisati da un casco da motociclista mentre altri sono giunti a compiere tale condotta, nel giro di quindici giorni, anche più di dieci volte.

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