SEQUESTRATI BENI E DENARO PER OLTRE 7.000.000 DI € PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO E REATI AMBIENTALI.

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Al termine di una articolata e complessa attività di indagine, avviata di iniziativa dalla Compagnia Guardia di Finanza di Enna e coordinata dalla Procura di Catania,  finalizzata all’acquisizione di fonti di prova in relazione all’ipotizzata commissione di una ingente truffa ai danni dello Stato finalizzata alla percezione di erogazioni pubbliche nel settore agro-alimentare, è stata eseguita un’attività di polizia giudiziaria di ampio respiro, con una serie di interventi svoltisi in contemporanea nell’ambito di un’azione in sinergia tra il Nucleo polizia tributaria di Catania e la Compagnia di Enna della Guardia di Finanza ed il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, con il supporto di un’unità aerea posta disposizione

 dalla Sezione Aerea Manovra della G.di F. del capoluogo etneo e della Compagnia dei Carabinieri di Catania-Fontanarossa per un impiego complessivo di oltre 70 uomini. I militari delle Fiamme Gialle, in ossequio all’ordinanza emessa dalla locale A.G., hanno eseguito nei confronti della “Allevamento bufalo mediterraneo Sicilia S.S.”, amministrata da GRASSO Vittorio di Cerami (EN), con sede legale in Catenuova (EN) e sede operativa in Catania, il sequestro per equivalente dei beni aziendali (area e strutture) e delle somme di denaro ascritte ai conti correnti della predetta società, per un importo pari a € 1.229.429,78, cioè fino a concorrenza del profitto del reato ed operato 13 perquisizioni locali e domiciliari nei confronti degli indagati e studi professionali.

La misura cautelare reale riguardante somme di denaro e beni mobili e immobili, è stata eseguita anche nei confronti di DI SALVO Giuseppe Celso Pietro e MESSINA Michele, funzionari dell’Ispettorato Provinciale Agricoltura di Catania, in quanto indagati in concorso in Truffa perché, nella loro qualità di Pubblici Ufficiali, sono  intervenuti nella procedura di erogazione del finanziamento, agevolando lo stesso pur in assenza dei prescritti requisiti richiesti dal bando di concorso per il finanziamento POR oggetto di indagine.

In particolare, il sequestro preventivo per equivalente è stato applicato sull’intera area, localizzata nell’area industriale di Catania, dove avrebbe dovuto operare la predetta società. La società in questione aveva ottenuto il contributo, dietro presentazione di  apposito progetto con il quale si presentava il piano industriale di ristrutturazione di uno stabilimento esistente, acquisto di animali, macchinari ed impianti per l’allevamento di bufali destinati alla produzione di latte e mozzarelle. Il finanziamento, erogato dalla Regione Sicilia nell’ambito dei P.O.R. 2000-2006, risulta per una quota pari al 50% a carico del bilancio regionale, mentre la restante parte a carico del bilancio comunitario.

In conclusione, sono stati sottoposti alla misura del sequestro di nr. 5 fabbricati situati nelle province di Catania ed Enna; terreni agricoli per oltre 10.000 metri quadri; nr. 5 autovetture di grossa cilindrata; oltre 170.000 € di somme depositate sui conti correnti riconducibili agli indagati nonché l’area destinata originariamente all’allevamento con una estensione pari ad oltre 54.000 metri quadri per un controvalore complessivo di oltre 7.000.000 €.

Le indagini preliminari hanno consentito di appurare che il GRASSO Vittorio, ricorrendo ad una condotta improntata ad artifici e raggiri del programma di concessione favorita dai funzionari DI SALVO e MESSINA intervenuti nell’istruttoria di finanziamento, avrebbe indebitamente percepito il contributo pubblico di €. 1.229.429,78, senza realizzare nessuna delle opere elencate nel progetto iniziale e senza acquistare alcun macchinario e animale.

Le operazioni di polizia, inoltre, hanno consentito di acclarare non solo l’inesistenza della società agro-alimentare oggetto del beneficio, ma la presenza della società Ofelia Ambiente S.R.L, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti e proprietaria di un impianto di compostaggio. L’area si presentava in assoluto degrado con i capannoni – in origine destinati al ricovero del bestiame – adibiti a deposito di immondizia e con la presenza di amianto sparso per l’intera area a grave pregiudizio della salute pubblica.

Le perquisizioni domiciliari condotte presso i locali in uso al GRASSO Vittorio, hanno permesso, tra l’altro, di rinvenire copiosa documentazione importante per le indagini nonché numerosi timbri riproducenti attestazioni di vari uffici pubblici; istituti di credito e del logo della Repubblica, per i quali è stato denunciato per contraffazione del sigillo dello Stato.

Quanto emerso dalle investigazioni è stato segnalato agli organismi erogatori al fine di recuperare i finanziamenti.

Gli accertamenti preliminari, avevano già insospettito i finanzieri sul possibile perpetrarsi di reati ambientali, tanto da richiedere l’intervento dei colleghi del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Catania, i quali, esperiti gli accertamenti in materia, hanno sottoposto a sequestro l’intera area anche per i reati ambientali, in quanto l’impianto di compostaggio operava in difformità alle vigenti disposizioni in materia di gestione e recupero dei rifiuti risultati, peraltro provenienti da svariate località d’Italia, tra cui la Campania.

Al termine della specifica attività, i carabinieri hanno denunciato alla A.G. MONACO Giuseppe di anni 60, in qualità di amministratore della ditta Ofelia Ambiente S.R.L. per le ipotesi di reato connesse alla gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non, deposito non controllato di rifiuti pericolosi e per non aver adottato le prescrizioni tecniche previste per lo svolgimento dell’attività.

Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati ad acclarare l’esatta provenienza dei rifiuti ed eventuali ulteriori violazioni ambientali.

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