AIDONE: DOMENICA 13 DICEMBRE SARANNO ESPOSTI PER LA PRIMA VOLTA GLI ACROLITI DI MORGANTINA PRESSO IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI AIDONE

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A cura di Umberto DIGRAZIA: Gli ACROLITI di Morgantina  delle teste marmoree di Demetra e Persefone risalenti agli  anni 525-510 a.c. serviranno a noi tutti per comprendere una storia complessa come quella della nostra SICILIA ; perciò il giorno 13 dicembre 2009 dedicato a S. Lucia appare appropriato per chi vuole vedere con i propri occhi i volti enigmatici di queste divinità che rappresentano in qualche modo  la convivenza pacifica fra i coloni calcidesi e il popolo dei Morgeti. Per descrivere quel periodo (550-500 a.c.)  nel quale si formò e si costituì la polis ellenizzata di Morgantina sulla collina della Cittadella ,occorre fare molti passi indietro  nella Storia per comprendere la religiosità

 di queste due divinità che  legavano   i Morgeti con  la loro antica Dea Mater  ai greci alfabetizzati provenienti dalla Calcide.(1)
Sappiamo dai rilievi archeologici effettuati dai scavatori di Morgantina (Erik Sjoqvist- Hubert L. Allen ) che queste divinità composte da marmo(testa,mani e piedi) e materiale deperibile dipinto  (legno-vestiti -) gioielli (collane d’oro –corone- occhi in pasta vitrea) avevano trovato la loro sistemazione nel Santuario in contrada S. Francesco Bisconti, risalente al VI sec.a. c. , nel quale c’era già l’elemento naturale  associato la devozione alla divinità sicula (Ninfa o Lympha): una sorgente d’acqua.(2)
Nel VI sec.a.c. il popolo di Morgantina aveva in sé molti usi e costumi  dei primi abitanti i Sicani autoctoni dell’Isola ( denominata appunto Trinacria o Sikania)   e di quelli che arrivarono dopo  nel XI sec.a.c.  i  Morgeti.(3)
Presso il Museo archeologico di Aidone sono visibili alcuni reperti risalenti all’età del Bronzo civiltà di Castelluccio (1800-1400 a.c.)  ed in base agli scavi e rilievi a suo tempo effettuati da E.Sjoqvist sappiamo che i Sicani di Morgantina abitavano in alcune capanne a pianta ovale.
Queste capanne  erano stati fortificati da un aggere di pietre informi e costituivano il villaggio fra la zona di
S. Francesco Bisconti  e la collina di Sella Orlando. (4)
Questo popolo dei Sicani , dedito all’agricoltura ed all’allevamento degli animali e praticava la caccia , aveva già un concetto di vita e di morte; infatti seppelliva i propri morti collettivamente in grotticelle scavate nella roccia.(4)
Sono stati ritrovati parecchi scheletri in tombe relativamente piccole e gli studiosi ritengono che i Sicani scarnificavano i cadaveri e poi li deponevano accoccolati con il loro corredo funebre;  erano convinti  che nell’aldilà si potesse vivere allo stesso modo dell’aldiquà.(5)
La sola divinità la  Dea Mater comune a tutti gli antichi popoli del Mediterraneo è stata probabilmente adorata dai Sicani di Morgantina;  a questa unica divinità  era legato il ricordo della sopravvivenza degli uomini nel periodo neolitico; ciò era dovuto al ruolo  della donna che provvedeva alla raccolta dei semi ed alla conservazione del cibo,tanto che la base sociale era matriarcale.(6)
Per l’età del rame (3.000-2.000 a.c.) sulla popolazione esistente in Sicilia , abbiamo rilevato la presenza di molti villaggi  posti quasi sempre sulle colline per agevolare l’allevamento degli animali con i pascoli ; in pratica questi  villaggi sicani erano dislocati nel territorio della pianura etnea e precisamente nell’area compresa fra i fiumi Gornalunga,Simeto e Dittaino. (7)
Con l’arrivo In Sicilia dei Siculi, Ausoni e Morgeti sappiamo che i Sicani furono ricacciati nella zona occidentale (con l’eccezione della cuspide nella quale abitavano gli Elimi ) e il fiume Salso (Himera meridionale) divenne il confine naturale fra questi due popoli.
Sia i Sicani che i siculi-morgeti sappiamo che commerciavano i loro prodotti (formaggi,cereali) con i mercanti micenei presso alcuni empori come quello di Thapsos.(8).
Cosa successe a Morgantina ? probabilmente secondo gli studiosi H.Allen e R.L. Leighton che si sono occupati di quel periodo , i Morgeti, guidati dal mitico re Morges ,attraverso la valle dei Margi arrivarono nell’area della Cittadella e con la forze delle loro armi riuscirono ad avere la meglio sui Sicani e costruirono il loro villaggio fortificato composto sempre da capanne circolari ma con dei muri esterni .(9)
Nelle tombe dei Morgeti sono stati collocate parecchie armi di bronzo(asce,pugnali,spade) e utensili (martello) insieme al corredo in ceramica del tipo piumato;  i loro morti venivano sepolti collettivamente nelle tombe scavate nella roccia, per cui la loro religione era grosso modo  la stessa dei loro predecessori, in pratica il nucleo famigliare si ricomponeva in seno alla divinità unica la Gran Madre per continuare  dopo la morte ,una vita comune(10)
Con la colonizzazione greca della Sicilia sud-orientale avvenuta a partire dal 755 a.c. e la fondazione delle varie poleis : le calcidesi come Naxos, Katane,Leontini,Zancle, quelle corinzie come Siracusa,Kamarina. Akrai ,
le  rodio-cretesi di Gela, Akragas e le megaresi di Megara e Selinunte l’approccio con la popolazione sicula e sicana fù differente fra loro .(11)
I calcidesi ,sulle tracce dei loro predecessori micenei , furono i primi ad utilizzare l’alfabeto greco ,per come rilevato dalla famosa coppa di Nestore (725 a.c.)della prima colonia Pithekussai(770 a.c.) e chiamarono 
Da Mater l’antica Dea Madre dei Sicani e siculi.(12)
Tutti i colonizzatori greci pur  introducendo il loro pantheon composto dalle 12 divinità dell’Olimpo per sistematizzare la religione monoteista dei Siculi e dei sicani cercarono  attraverso il mito di Eracle che sconfigge gli eroi Pediocrates, Buffonas, Leucaspides etc.  e quello delle Ninfe o Meteres indigene , legate ai fiumi, di propagandare il culto religioso di Demetra e Kore(Persefone) legato alla fertilità della terra ed al frumento,tant’è che secondo Diodoro Siculo  i Misteri Eleusini di Atene traggono origine dalla Sicilia.(13)
Il villaggio morgetico  venne occupato dai coloni calcidesi intorno all’anno 550 a.c. quando s’inoltrarono attraverso il fiume Gornalunga (Albos o Erikes ) e  probabilmente in base ai rilievi degli archeologi furono proprio loro a realizzare un nuovo santuario in contrada S. Francesco Bisconti , per continuare la tradizione religiosa degli abitanti con l’antica Dea Madre diventata Demetra  la portatrice di frutti e di fertilità del suolo e di sua figlia Persefone che rapita dal Dio Hades ,portata in una caverna diventava la signora degli Inferi e quindi collegata con il mondo dei morti.(14)
Il mistero sacro legato al mito di Demetra e Persefone suggeriva un rito religioso ai dominatori calcidesi che avevano già costruito sulla Cittadella la loro polis ellenizzata composta da case e edifici in pietra  e con la realizzazione di due statue dedicate alle divinità adorate di Morgantina assumevano di fatto una nuova identità culturale .(15)
La datazione presunta  525-510 a.c. degli Acroliti, raffiguranti Demetra e Persefone ,s’inquadra nello stile tardo-arcaico con il sorriso sul volto delle due Dee , che a me  sembrano più sorelle che madre e figlia.
 Anche se c’è da rilevare che un volto  è più grande dell’altro e ha le due mani e piedi mentre quello più piccolo la mano sinistra e il piede destro;probabilmente il marmo utilizzato era proveniente dall’Isola di Taso e la loro grandezza doveva essere di poco a quella naturale(1,85 mt) in pratica gli Acroliti di Morgantina , rappresentavano in maniera ideale naturalismo, organicità,armonia e bellezza, secondo il canone artistico vigente in
quell’epoca (16)
Lo sconosciuto artista ha voluto fissare lo splendore della giovinezza ,della dimensione ideale e della massima espressione delle divinità utilizzando come modelle alcune giovani di Morgantina e  nei loro volti si può rilevare qualche tratto fisiognomico con l’antico popolo morgetico.(17)
Possiamo immaginare che queste due divinità potevano essere sedute su un trono realizzato in terracotta , in base all’altezza della grotta del Santuario nel quale sono state ritrovate.
 I loro  occhi  realizzati con del materiale lucente ,certamente colpivano lo sguardo dei fedeli che si apprestavano alle consegna delle loro offerte e a praticare quel misterioso rito religioso nel quale la melagrana e fiaccola accesa di Persefone e il mazzo di spighe di Demetra erano i simboli più evidenti .(18)
I corpi di Demetra e Persefone furono realizzati in materiale misto(legno e metallo) ed erano rivestiti con abiti di gran lusso e addobbati con gioielli,secondo l’usanza dei calcidesi ,che non badavano a spese per le loro feste  religiose in onore di Dioniso, Apollo, Athena,Zeus,Hermes ; tutte divinità presenti a Morgantina ma che non avevano la stessa popolarità .(19).
Di quel ricco periodo calcidese (530-500 a.c.)abbiamo parecchie testimonianze  presso Il Museo e certamente il prezioso Cratere di Euthidimes, può darci un’idea dello sviluppo raggiunto dalla polis di Morgantina prima della distruzione nel 495 a.c. ad opera dal condottiero gelese Ippocrate.(20)
 C’è infine da rilevare che il Santuario di S.Francesco Bisconti dedicato a Demetra e Persefone non venne mai distrutto,anzi durante il periodo dei tiranni dinomenidi Gelone I e Gerone I (485-467 a.c.) (notoriamente devoti alle due Dee) fù ampiamente restaurato.
Sappiamo che  nel 459 a.c.  il condottiero siculo Ducezio  quando conquistò Morgantina allocata sulla Cittadella , fece in modo di preservarlo e dispose la fondazione della nuova polis sull’antico sito dei primi abitanti sicani nella vicina  grande area di Sella Orlando a ridosso di questo Santuario .
Ducezio che fondò la lega Sinteleia in onore di Demetra e Persefone, associandole al rito dei Palici  per invogliare i suoi siculi alla ricolta contro Siracusa e Akragas ,nell’assegnare i nuovi lotti a Morgantina fece costruire  un nuovo Santuario presso un’antico altare nel quale era stata probabilmente venerata l’antica Dea Madre denominata Sikelia .(21).
La fortuna dei nostri  Acroliti  è stata quella di due divinità come Demetra e Persefone sempre venerate a Morgantina sia quando venne assegnata a Kamarina nel 424 a.c. che nei periodi di Timoleonte(344-330 a.c.) e di Agatocle (317-289 a.c.),entrambi particolarmente devoti a queste divinità , tanto che le loro battaglie contro i nemici punici furono combattute invocandole per come ci dicono le fonti letterarie .(22)
Anche nel periodo di massimo sviluppo e ricchezza sotto il Regno di Re Gerone II
( 275-215 a.c.) la popolazione di Morgantina era particolarmente devota alle due divinità tant’è che dopo la morte del saggio sovrano , quando venne costituita la lega siculo-punica nelle monete coniate dalla zecca cittadina venivano sempre raffigurate Demetra e
Persefone (23)
Sappiamo che i nostri antenati morgantini conservarono gelosamente questi ACROLITI nella grotta del Santuario di S. Francesco Bisconti . prima della distruzione della polis ad opera delle legioni romane avvenuta nel 211 a.c. e molto probabilmente i nuovi dominatori gli ispanici di Moerico vennero tenuti all’oscuro di questa antica religiosità.(24)
Adesso dopo  molti secoli e  varie vicissitudini (trafugamento,vendita illecita etc) saranno collocati al Museo archeologico di Aidone e finalmente con il loro sorriso ci faranno ancora una volta sognare, in attesa del rientro della  meravigliosa statua della cosidetta AFRODITE(420-415 a.c.) che sarebbe bene chiamarla la PERSEFONE di Morgantina ,ma di questo  scriverò in seguito.
 

Umberto DIGRAZIA

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