ENNA: CONSIGLIERE MALFITANO. “A QUESTO PUNTO CHI PUO’ DIRE CHE LE NOSTRE SCUOLE SONO SICURE?”

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Finalmente, dopo circa 10 lunghi mesi di perseveranti richieste, in data 26.10.2009 con Prot. N. 24303, l’Ing. E. Cascio, Dirigente del VI Settore dell’Ente Provincia Regionale di Enna, mi ha fornito la documentazione riguardante la sicurezza degli edifici scolasti provinciali,…come volevasi dimostrare! Ecco dimostrata la difficoltà ad ottenere quanto richiesto, nonostante le numerose reiterazioni!!! Su 34 istituti scolastici di pertinenza dell’Ente Provincia, la situazione sulle condizioni di sicurezza, relativamente ai parametri da me richiesti, è la seguente: – Certificazione di collaudo statico: posseduta solo da 20 istituti; – Certificazione di agibilità: posseduta solo da n. 15 istituti;

– Documentazione valutazione rischio sismico: solo n. 5 istituti sono in corso di certificazione, i restanti ne sono privi;
– Certificazione Prevenzione Incendio: nessun istituto è in possesso di valida certificazione.
Altresì mi sembra necessario, nonché doveroso, richiamare la vicenda dell’Istituto Tecnico Industriale “E. Majorana” di Piazza Armerina, costruito a cavallo tra gli anni settanta e gli anni ottanta, in possesso delle regolari certificazioni di collaudo statico e di agibilità, il quale è stato sottoposto ad ordinanza di chiusura in data 22 marzo 2004 dal Presidente della Provincia di allora, Prof. Cataldo Salerno. L’opportunità di tale provvedimento è stato, successivamente, in parte, giustificata dalla Commissione d’indagine tecnico-amministrativa, nominata dallo stesso Presidente Salerno con determina n. 89 del 24.03.2004, la quale, nella relazione conclusiva dei suoi lavori del 20.11.2004, attribuiva, al declassamento della qualità dei calcestruzzi,  la causa prima dell’inagibilità o meno dei vari corpi di fabbrica dell’istituto in questione.
A questo punto, di fronte a questo quadro e alle brevi considerazioni sopra esposte, mi chiedo:
“Chi, oggi, può affermare con certezza che le nostre scuole provinciali sono veramente sicure?”
“Se un istituto quale il Tecnico Industriale di Piazza Armerina, di costruzione quasi recente e in possesso di regolari certificazioni è stato dichiarato inagibile, cosa si deve pensare degli altri Istituti, di pertinenza della Provincia, privi delle documentazioni relative alle condizioni di sicurezza?”
“Come mai, in un territorio ad alto rischio sismico, tutti i nostri Istituti scolastici risultano, ad oggi, essere privi della Documentazione valutazione rischio sismico?”
“Perché, nonostante il Governo nazionale abbia dichiarato, lo scorso anno, emergenza nazionale la sicurezza degli edifici scolastici, la Provincia regionale di Enna risulta, in tal senso, essere priva di una serie Programmazione e Progettazione?” 
Presidente Monaco, vedi, mi rendo conto che il mio sentire politico è molto diverso dal Tuo!
Di fronte al mio impegno per la Istituzione del Registro Tumori in provincia, persino con una mia mozione approvata all’unanimità in Consiglio Provinciale, che dava mandato a Te di attivarti in tal senso, di contro c’è stato solo il tuo silenzio e il tuo immobilismo.
Con un’altra mia mozione, approvata anch’essa in maniera unanime dal Consiglio, in merito alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti ad impatto ambientale pari a zero, hai superato Te stesso: non solo hai fatto silenzio ed immobilismo, continuando a coccolare il tuo unico compagno politico, il tuo sigaro, ma hai pensato bene di “silurare” l’unico Assessore, l’encomiabile Avv. C. Alessi, che aveva veramente compreso la problematica e sposato la causa. 
E, riguardo all’argomento in questione sulla sicurezza degli edifici scolastici, anziché permettere al Tuo Dirigente E. Cascio di rilasciare comunicati stampa per cercare di “imbavagliare” ed intimidire la mia azione critica ma, certamente, propositiva, perché non hai preteso, a tal proposito, dallo stesso, attraverso gli obiettivi che Tu stesso avresti dovuto indicargli, un’azione programmatica e progettuale seria?
Presidente, cosa Ti lega, ancora, alla poltrona presidenziale, quando, di fatto, sei totalmente latitante di fronte ai problemi reali del nostro territorio?
Io potrei impiegare cinque giorni per descrivere tutto quello che Tu hai promesso in campagna elettorale e non hai ancora fatto; Tu invece impiegheresti cinque giorni per cercare di individuare una soltanto delle cose promesse e puntualmente realizzate nella Tua azione amministrativa!
So che certamente mi risponderai!
Ma a me interessano i fatti: prendi l’impegno davanti a tutti di mettere in sicurezza le scuole di pertinenza della Provincia, fissando date e scadenze certe!
Non fare come la strada “Panoramica”: dopo quasi un anno, ancora aspettiamo il da farsi e nel frattempo la popolazione della città capoluogo paga il prezzo delle Tue incapacità politiche condite della Tua supponenza amministrativa!
Una cosa è certa: non è oggi e forse non sarà domani, ma verrà il giorno del giudizio elettorale nei confronti Tuoi e dei personaggi che ti sono vicini e sono sicuro che tale giudizio sarà senza pietà come una spada a due tagli!!!
Ancora mi chiedo:
”Perché mantenere un Dirigente di nome E. Cascio al suo posto, certamente ben remunerato, quando la risultante del lavoro dell’Ufficio, dallo stesso diretto, è quanto sopra appena esposto?”
“L’Ing. E. Cascio è al corrente che neanche i morti possono essere ospitati dai loculi di un cimitero, privo della certificazione di collaudo statico?”…Figuriamoci i vivi nelle scuole non certificate!
“Ma i Dirigenti scolastici sono consapevoli dei rischi, anche penali, che incorrono, nel permettere l’utilizzo degli edifici scolastici sotto la loro responsabilità, senza le opportune certificazioni previste per legge?”
Adesso BASTA!!!
Faccio appello a Sua Eccellenza il Prefetto di Enna, alle Istituzioni tutte, alle Autorità competenti, perché si metta mano, nel più breve tempo possibile, ad una seria Programmazione e Progettazione per la messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici del nostro territorio provinciale, cercando, altresì, di isolare ed eventualmente perseguire tutti coloro che con le loro azioni impediscono tutto ciò.
Agli alunni e alle loro famiglie chiedo di non lasciarmi solo in questa che, prima di essere la mia, è la loro battaglia: di mezzo c’è l’incolumità della loro stessa vita!

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