ENNA: ASSOUTENTI E CENTRO STUDI SEN ROMANO PREMONO PER LO SPOSTAMENTO DELL’ AGENZIA DELLE ENTRATE AD ENNA ALTA

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Si battono da anni affinchè i locali degli uffici pubblici abbiano la destinazione d’uso a tale scopo e che siano ubicati in zone centrali della città. E desiderano anche che gli enti preposti si assumano una volta per tutte l’impegno di fare rispettare le norme e la legge che regolano la materia. Assoutenti e Centro studi “Sen. Antonio Romano” hanno inviato ieri una lunga nota ai dirigenti tecnico e legale, al direttore generale e al segretario generale del Comune di Enna, al Presidente della Provincia regionale e per conoscenza al Prefetto, dove fanno presente che l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate e l’Archivio di Stato (attualmente ubicati in locali privati) sono alla ricerca di immobili ad uso uffici pubblici

di categoria catastale B4. E quindi segnalano che hanno “accertato la disponibilità di locali con tale destinazione urbanistica siti: nell’ex Palazzo delle Finanze di viale Diaz, dove vi sono diversi vani vuoti idonei per uffici, così come confermato dal tecnico responsabile dell’Agenzia del Territorio; nei locali dell’ex Ospedale Umberto I°; nei locali dell’ex Banca d’Italia; nei locali demaniali di via Sant’Agata e via Colombaia. Così come vi è anche la disponibilità dell’edificio dell’ex Sip-Telecom”. Le due associazioni sottolineano la necessità che gli “uffici pubblici vengano riunificati tutti ad Enna alta, dove in gran parte sono ubicati gli uffici statali, previdenziali, regionali, provinciali ecc. E ciò al fine di agevolare e favorire i cittadini della provincia, in quanto nella parte alta della città esiste il Terminal bus al quale fanno capolinea tutti i pulman provenienti dai venti comuni dell’ennese”. Nella missiva, inoltre si fa riferimento all’illegittimità dell’attuale allocazione dell’Ufficio delle Entrate di contrada Ferrante. “Illegittimità scaturita –secondo i responsabili delle due associazioni, Pippo Bruno, Mario Orlando e Antonio Occhipinti- in quanto la concessione edilizia era stata rilasciata con destinazione di fabbricato per civile abitazione e solo una parte per studi professionali e comunque diversa da B4. E proprio per questa illegittimità –aggiungono-, dietro nostra segnalazione l’attuale dirigente tecnico del Comune di Enna, in data 16/08/2005, inoltrava una nota di diffida alla ditta proprietaria dell’immobile al fine di rispettare la destinazione d’uso dell’immobile. Diffida che non ha prodotto effetti anche se la giurisprudenza di merito (Corte Costituzionale, Cassazione, Consiglio di Stato, Tar e Giustizia ordinaria) si è già pronunciata per dei casi simili. Per questo, nel caso in cui –concludono Bruno, Orlando e Occhipinti- mediante artifici e raggiri si volesse arrecare danni e disagi ai cittadini-utenti per l’allocazione dell’Agenzia delle Entrate e dell’Archivio di Stato, aderiremo presso gli organi giurisdizionali competenti”.

Giacomo Lisacchi

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