TRIBUNALE DI ENNA RISCHIA LA PARALISI. IL PROCURATORE FERROTTI NO RICEVE RASSICURAZIONI DAL MINISTRO ALFANO E SCEGLIE DI ANDARE IN PENSIONE

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“Ho spiegato al ministro Alfano senza polemiche che la mia scelta di andare in pensione è stata motivata dalle mancate risposte alla drammatica situazione in cui versa da anni la Procura della Repubblica di Enna, ora divenuta insostenibile, perché rimasta del tutto priva di sostituti procuratori, neppure in applicazione”. Così il procuratore della Repubblica di Enna, Calogero Ferrotti, che andrà in pensione il 1 gennaio del 2010 ribatte al Guardasigilli che aveva detto nei giorni scorsi: “Ho già fatto presente a Ferrotti che amministrare la giustizia è compito difficile e quindi, se non se la sente, è meglio che si goda una meritata pensione. Io chiederò al Csm l’immediata nomina del nuovo procuratore”.

“Invece di ostentare ironico distacco e irriconoscenza verso chi da oltre due anni ha saputo reggere una situazione difficilissima – ribatte Ferrotti – e ha speso con onore un’intera vita per la magistratura, il ministro Alfano farebbe bene a chiarire all’opinione pubblica il grave ritardo per cui, a distanza di oltre un anno del decreto del settembre 2008, che porta la sua firma, convertito poi in legge nell’ottobre 2008, non ha ancora neppure indicato le sedi disagiate ‘a copertura immediata’ cui seguirebbe per legge le procedure per i trasferimenti di ufficio dei magistrati”.

“Le conseguenze – conclude il procuratore – sono sotto gli occhi di tutti: rischio paralisi delle Procure di Enna, Gela, Nicosia, Ragusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca e altre. Mi auguro siano mantenuti gli impegni ora assunti dal ministro per l’immediato superamento di queste gravi criticità”. (Siciliainformazioni.com)

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