ENNA: FILIPPO CANNIZZO RACCONTA LA SUA TESTIMONIANZA DA PRIGIONIERO DI GUERRA IN UN LAGER TEDESCO

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Ieri a Pergusa dove si incontra tutte le mattine, tempo permettendo ovviamente, abbiamo raccolto la testimonianza di un anziano soldato, Filippo Cannizzo, che ha vissuto un periodo del secondo conflitto mondiale in un lager tedesco. Con una certa lucidità ce lo racconta. “Ero ad Atene in Grecia –esordisce Cannizzo- e lì con noi italiani c’erano anche i tedeschi. Ricordo che l’8 settembre del 1943, i tedeschi nel giro di poche ore, da amici alleati diventarono nemici. Ci scontrammo in un accanito conflitto, ma loro ebbero, purtroppo –dice con un filo d’emozione-, il sopravvento, ci catturarono e ci portarono in Germania in un campo di concentramento dove c’erano anche russi. Vi rimasi due lunghissimi anni fino a quando non ci liberarono a guerra finita”. Nel campo c’erano anche ebrei? In quei momenti eravate a conoscenza di deportazioni di massa degli ebrei? “Nessuno ha mai parlato di ebrei o di campi di sterminio, in un settore del campo sapevamo che c’erano solo prigionieri russi. I tedeschi con i quali eravamo in contatto forse non sapevano o chissà se facevano finta di non sapere. Venni a sapere di tante crudeltà una volta finita la guerra e rientrato a casa”. Quindi, eravate all’oscuro di tutto. “Nessuno sapeva, né i militari e né i civili tedeschi che lavoravano con noi nelle fabbriche non parlarono mai di treni con ebrei che venivano mandati in Polonia. Purtroppo venni a sapere degli stermini di ebrei finita la guerra. Ma – conclude Filippo Cannizzo- noi prigionieri di guerra eravamo all’oscuro di tutto”.

Giacomo Lisacchi

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