ENNA: OPERAZIONE DELLA SQUADRA MOBILE DI ENNA. ESEGUITE 7 ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE PER REATI DI MAFIA.

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Il provvedimento restrittivo è stato eseguito tra le città di Enna, Caltanissetta, Agrigento, Milano Cuneo e la provincia di Avellino, nei confronti di: 1.    LEONARDO Gaetano, nato ad Enna nel 1951, Boss di Cosa Nostra di Enna, detenuto, condannato alla pena di anni diciassette di reclusione ed euro 9.400,00 di multa; 2.    GURGONE Sebastiano, nato a Ramacca (CT) nel 1952, detenuto, condannato alla pena di anni nove mesi sei  di reclusione ed euro 5.200,00 di multa; 3.    LA DELIA Salvatore, nato ad Enna nel 1951, detenuto, condannato alla pena di anni due di reclusione ed euro 1.000,00 di multa;; 4.    LA ROCCA Francesco, nato a S. Michele di Ganzaria nel 1938, Boss del Calatino, detenuto, condannato alla pena di anni dieci di reclusione ed euro 2.600,00 di multa;
5.    AMARADIO Giancarlo, nato ad Enna nel 1978, detenuto, Boss di Cosa Nostra di Enna succeduto a Gaetano LEONARDO, condannato alla pena di anni sei di reclusione ed euro 1.000,00 di multa;
6.    NICOSIA Santo, nato a Villarosa nel 1968, condannato alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione ed euro 1.000,00 di multa;
7.    MINGRINO Pasquale, nato in Belgio nel 1966, residente ad Enna, condannato alla pena di anni 8 mesi sei di reclusione ed euro 1.700,00 di multa

Tra gli anni 2003 e 2004 la Squadra Mobile di Enna, in collaborazione con la Squadra Mobile di Caltanissetta, ha svolto complessa ed articolata attività di indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. – di Caltanissetta, finalizzata anche a riscontrare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, allo scopo di accertare quanto di utile a fini investigativi, per cristallizzare l’assetto delle organizzazioni mafiose nonché  gli specifici episodi delittuosi commessi nel tempo dagli “affiliati” ai medesimi sodalizi criminali  e/o da altri soggetti.    

A seguito di tale attività sono state deferite alla citata A.G., numerosi soggetti ritenuti responsabili, a diverso titolo, dei reati di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, minacce, danneggiamenti, furti, reati in materia di armi ed altro, perlopiù aggravati dall’art. 7 della legge 203/91, ossia per avere commesso i fatti contestati avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis.C.P..

A seguiti delle citate attività investigative sono stati incardinati differenti processi per altrettanti reati.

Il 22 dicembre 2009, a conclusione di un processo riguardante più procedimenti riuniti e relativi ai numerosi fatti oggetto della citata denuncia e per i quali quest’ufficio ha svolto ulteriori indagini ed approfondimenti, il Tribunale di Enna ha condannato a pene comprese tra gli anni due e gli anni diciassette di reclusione i nominati  in oggetto e, lo scorso 25 gennaio 2010, a seguito di richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica – D.D.A. – di Caltanissetta, ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti dei medesimi poiché riconosciuti colpevoli dei reati di seguito riportati:

LEONARDO Gaetano e GURGONE Sebastiano.
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata in concorso, per avere – sotto la minaccia, derivante dall’appartenenza all’organizzazione mafiosa e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai mezzi aziendali ed al patrimonio di un’azienda e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione della sua attività lavorativa qualora non si fosse “messa a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo una somma di denaro pari al due per cento del valore complessivo dei lavori per la realizzazione di alcuni capannoni in località Dittaino ed affidando le forniture di calcestruzzo alla Calcestruzzi Dittaino s.r.l. – costretto l’imprenditore a pagare a GURGONE Sebastiano somme di denaro di vario importo e ad affidare le forniture di calcestruzzo alla Calcestruzzi Dittaino S.r.l. con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano e LA DELIA Salvatore.
In ordine al delitto di estorsione continuata aggravata, perché, in concorso fra loro e con altri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” – con la minaccia nei confronti del raggruppamento di imprese che eseguiva i lavori di allestimento del nuovo ospedale di Enna  derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai mezzi aziendali ed al patrimonio delle predette imprese e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione della attività lavorativa qualora non si fossero “messi a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo una somma di denaro pari al due per cento dell’importo complessivo del predetto lavoro – costringevano le predette ditte a pagare alla famiglia di Enna, la somma di duecento milioni di lire, in due diverse trance di pari importo, con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna. Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano e LA ROCCA Francesco.
In ordine al delitto di estorsione continuata aggravata, perché, in concorso fra loro e con altri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra”, – con la minaccia derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai beni aziendali di un imprenditore e, comunque, di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione della predetta attività commerciale qualora i titolari non si fossero “messi a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo annualmente una somma di denaro – costringevano l’imprenditore medesimo a corrispondere annualmente una somma prossima a 12 milioni di lire con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna e di Caltagirone. Con l’aggravante di avere commesso il fatto  avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare delle famiglie di Enna e di Caltagirone.

LEONARDO Gaetano.
In ordine al delitto di estorsione continuata aggravata perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, in concorso con altro, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” – con la minaccia derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai beni aziendali ed al patrimonio di un negozio di abbigliamento e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione della predetta attività commerciale qualora i responsabili della predetta società non si fossero “messi a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo periodicamente somme di denaro – costringeva l’amministratore unnico della ditta a pagare periodicamente 4/5 milioni di lire con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna, ed altresì ad assumere parenti del LEONARDO Gaetano. Con l’aggravante di avere commesso il fatto  avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano e GURGONE Sebastiano.
In ordine al delitto di estorsione continuata aggravata perché, in concorso fra loro e con altri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” – con la minaccia, nei confronti dei responsabili dell’impresa impegnata nei lavori per la realizzazione della super strada Santo Stefano di Camastra/Gela derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai mezzi aziendali ed al patrimonio della predetta impresa e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione dei lavori qualora non si fossero “messi a posto” con le famiglie mafiose di Enna e Catania, corrispondendo una somma di denaro pari al due per cento del valore complessivo dei lavori e affidando le forniture di calcestruzzo a ditte vicine alla famiglia mafiosa – costringevano i predetti responsabili a pagare in due diverse trances trenta e cinquanta milioni, e ad affidare le forniture di calcestruzzo, i lavori di movimento terra e le fornitura di inerti alle predette ditte con ingiusto profitto delle famiglie mafiose di Enna e di Catania. Con l’aggravante di avere commesso il fatto  avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare delle famiglie di Enna e di Catania.

LEONARDO Gaetano e  GURGONE Sebastiano
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata, perché, in concorso fra loro e con altri, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” – con la minaccia, derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai mezzi aziendali ed al patrimonio di alcune imprese e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione delle loro attività lavorative qualora non si fossero “messi a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo una somma di denaro calcolata in percentuale sulla quantità di beni forniti – costringevano i predetti a pagare una somma di denaro, non esattamente quantificabile, con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna. Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano.
perché, illegalmente deteneva una pistola occultandola nella casa rurale.
Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra.

LEONARDO Gaetano, GURGONE Sebastiano
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata, perché, in concorso fra loro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi, facendo parte dell’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” – con la minaccia derivante dall’appartenenza alla predetta organizzazione e dalla forza intimidatrice della stessa, di cagionare gravi nocumenti ai beni aziendali di alcuni supermercati di Enna e comunque di frapporre gravi ostacoli alla prosecuzione delle predette attività commerciale qualora i titolari non si fossero “messi a posto” con la famiglia mafiosa di Enna, corrispondendo periodicamente somme di denaro a titolo di “protezione” – costringevano i titolari dei citati esercizi commerciali a corrispondere somme di denaro di vario importo con ingiusto profitto della famiglia mafiosa di Enna. Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata, perché facendo parte dell’associazione di tipo mafioso “cosa nostra”, in concorso con altri, in più di tre persone, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, avvalendosi della forza intimidatrice, intimavano al titolare di un impianto di calcestruzzo il pagamento a titolo di “protezione” di somme di denaro per evitare danneggiamenti e ritorsioni, consegnando il denaro a LEONARDO Gaetano  della famiglia mafiosa di Enna. Con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p.

LA ROCCA Francesco ed altri
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata, perché in concorso con altri, in tempi diversi, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, a seguito di specifico accordo tra i santapaoliani e la famiglia di Enna, facendo valere la forza di intimidazione derivante dalla loro appartenenza a cosa nostra e mediante l’implicita minaccia di ostacolare il libero esercizio dell’attività imprenditoriale ed il regolare andamento dei lavori avviati, costringevano alcuni imprenditori a consegnare somme di denaro di importo imprecisato, in concomitanza con il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori per la realizzazione della superstrada Santo Stefano di Camastra (ME)/Gela (CL), procurandosi un ingiusto profitto con corrispondente danno per le persone offese. Con l’aggravante prevista dall’art 7 L. 12 luglio 1991 n. 203 per aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art. 416 bis c.p. ed al fine di agevolare l’associazione per delinquere di tipo mafioso di Cosa Nostra.

AMARADIO Giancarlo e MINGRINO Pasquale
In ordine al delitto di estorsione aggravata continuata e furto aggravato, perché, in concorso tra loro e con altri, in più di tre persone, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, intimavano a due esercenti di Enna, proprietari di mezzi commerciali, prima sottratti, il pagamento di una somma di denaro per la restituzione degli stessi mezzi.

NICOSIA Santo
perché, in concorso con altri, commerciava, poneva in vendita, cedeva, deteneva e portava illegalmente in luogo pubblico una la pistola semiautomatica cal. 7,62, arma clandestina perché priva dei numeri, dei contrassegni e delle sigle previste dalla legge. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

LEONARDO Gaetano
perché, in concorso con altri, illegalmente acquistava, deteneva, occultava e portava in luogo pubblico una pistola semiautomatica cal. 7,62, arma clandestina perché priva dei numeri, dei contrassegni e delle sigle previste dalla legge. Con l’aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p. e al fine di agevolare l’attività dell’associazione di tipo mafioso Cosa Nostra, in particolare della famiglia di Enna.

GURGONE Sebastiano
In ordine al reato di cui all’art. 416 bis 1°, 4° e 6° comma, c.p. perché nella provincia di Enna, faceva parte dell’associazione denominata “Cosa Nostra”- specificamente della “famiglia” di Enna – da qualificare “di tipo mafioso” perché i suoi appartenenti si avvalevano della forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà  da esso derivante per commettere delitti di ogni genere, e principalmente omicidi, estorsioni, traffico nazionale e internazionale di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi ed altri ancora, nonché per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche quali forniture per la realizzazione di opere pubbliche e private, concessioni, appalti di opere pubbliche e pubblici servizi, e ancora per realizzare profitti ingiusti di vario genere per se e per altri, e per procurare voti a se e ad altri in occasione di consultazioni elettorali; con le aggravanti, dell’aver fatto parte di un’associazione armata avente disponibilità di armi ed esplosivi per il conseguimento delle finalità associative, nonché di aver finanziato le attività economiche assunte o controllate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto e il profitto dei delitti commessi.

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