SONO 72 LE IMPRESE CHE HANNO CHIESTO UN LOTTO NELLA ZONA ARTIGIANALE DI ENNA PER INVESTIMENTI CHE SFIORANO I 50 MILIONI DI EURO.

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Si è riunita la commissione per la valutazione delle domande per l’assegnazione dei lotti nella zona artigianale di c.da Gentilomo, composta dall’assessore alle Attività Produttive, Tonino Palma, dal dirigente dell’ufficio tecnico  Salvatore Roberti, dai rappresentanti di categoria, da un  rappresentante dell’ASI e da un  rappresentante della Regione Siciliana. Da un primo esame, che ha riguardato la completezza della documentazione presentata e l’analisi del fabbisogno espresso in metri quadrati di nuova area con destinazione d’uso artigianale, sono scaturite una serie di indicazioni interessanti che l’amministrazione dovrà valutare per predisporre l’ampliamento dell’attuale zona.
Le imprese che hanno espresso la necessità di avere un’area edificabile nella zona artigianale sono complessivamente 72, di cui 65 imprese artigiane e 7 piccole e medie imprese e cooperative, che in base al regolamento hanno diritto ad una riserva del 20% delle superfici complessive previste per gli insediamenti produttivi in zona artigianale.
I metri quadrati complessivi richiesti dalle imprese risultano essere 108.486 per una superficie edificabile di circa 54.250 mq., in base all’indice di fabbricabilità previsto per la zona artigianale che è il 50%.  
Della superficie complessiva i metri quadrati richiesti dalle imprese artigiane,  risultano essere   87.186, mentre quelli delle piccole e medie imprese e cooperative 21.300.
La superficie media dei lotti richiesti  risulta essere di mq. 1.506,75. Se si considerano separatamente le richieste delle imprese artigiane da quelle delle PMI, la media risulta di mq. 1.341,32 per le imprese artigiane e di mq. 3.042,86 per le PMI e cooperative.
Se si vuole calcolare l’estensione della nuova zona artigianale, occorre aggiungere alle superfici richieste dalle imprese, 3.875 mq. per i parcheggi, 4.650 mq. per i servizi, 6.975 mq. per il  verde e 31.000 mq. per le strade, che sommati alla richiesta delle aree edificabili fanno un totale di circa 155.000 mq. che corrisponde presso a poco alla richiesta avanzata circa due anni fa dalle organizzazioni di categoria.
Allora la difficoltà fu rappresentata dal fatto che non si ritenevano attendibili tali cifre e si richiedeva un dato ufficiale che poteva scaturire solo da un bando pubblico.
Ora in seguito al bando pubblicato di recente, è stata confermata l’ipotesi di 24 mesi fa, con l’aggravante del tempo che è trascorso e delle difficoltà che hanno subito le imprese che nel frattempo non hanno potuto effettuare gli investimenti né richiedere i relativi finanziamenti .
Se si va ad analizzare la tipologia delle imprese che hanno presentato l’istanza, risulta che 17 sono autoriparatori per una richiesta di mq. 24.300, le imprese edili 9 per mq. 10.600, autotrasportatori 4 per mq.10.350, le imprese di grafica pubblicitaria 4 per mq. 3.400, i fabbri 4 per mq. 7.600, i falegnami 3 per mq. 5.800, gli impiantisti 3 per mq. 2.800, i vetrai 3 per mq. 3.600, i pasticceri 2 per mq. 1.800, i restauratori 2 per mq. 1.200, gli addetti a servizi di giardinaggio 2 per mq. 2.400, le imprese di confezionamento 2 per mq. 12.000, le imprese di distribuzione 2 per mq. 7.000, le rimanenti imprese  che sono:  1 impresa di pulizia, 1 manutentore, 1 ottico,  1 produttore televisivo, 1 produttore di pellets, 1 produttore di tendaggi, 1 scalpellino, 1 officina ortopedica, 1 riparatore di moto,  1 riparatore di video giochi, 1 lavaggista, 1 azienda di depurazione acque, 1 impiantista, i azienda di servizi alle imprese e 1 mobilificio per un totale di 15 imprese hanno richiesto complessivamente mq. 15.636 di aree.
Una stima di quelli che potrebbero essere gli investimenti che si attiverebbero per realizzare le strutture previste ci porterebbe ad una cifra di circa 50.000.000 di euro, con soldi in parte provenienti dalle stesse imprese  ma anche dai finanziamenti europei ammesso che si velocizzassero

le procedure di individuazione ed assegnazione delle nuove aree, senza considerare il risvolto occupazionale che avrebbero queste iniziative.
“Finalmente abbiamo dati sufficienti ed ufficiali sul fabbisogno di aree per gli insediamenti produttivi  nel Comune di Enna – ha dichiarato l’assessore Palma al termine della riunione – . Partendo da questi dati sarà possibile fare una stima attendibile dell’espansione della zona artigianale. Dopo le vicende degli anni trascorsi e dei ritardi accumulati dalle varie amministrazioni, ora abbiamo tutti gli elementi per poter procedere alla cancellazione della vecchia zona artigianale di contrada Misericordia,  risultata non utilizzabile per la conformazione morfologica dell’area, e prevedere una nuova area o l’ampliamento dell’attuale sufficientemente dimensionata in base alle necessità espresse dalle imprese. Per quanto mi riguarda, proporrò immediatamente alla prima Giunta utile e alla prima riunione della IV Commissione Consiliare, l’avvio delle procedure necessarie per arrivare in tempi brevi alla individuazione di una nuova area e consentire così alle imprese di programmare i loro investimenti e di poter richiedere i finanziamenti prima che le opportunità previste dal POR Sicilia vadano perdute o meglio, vadano a beneficio di imprese di altri territori”.

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