IMMIGRAZIONE: ELIO GALVAGNO (PD) PRESENTA DISEGNO DI LEGGE: “NO AI BINOMI IMMIGRAZIONE-ILLEGALITA’, IMMIGRAZIONE RESPINGIMENTO”

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“Interventi per l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati, coniugate allo sviluppo sociale, economico e culturale delle comunità locali”. Con il disegno di legge sull’immigrazione, che vede Elio Galvagno come primo firmatario, “la Sicilia può diventare esempio virtuoso in tema di accoglienza, in controtendenza alle politiche nazionali e interpretando il sentire comune dei siciliani, che sono storicamente un popolo di migranti. I tragici scontri di Rosarno prima e quelli di Milano poi – dice Elio Galvagno – hanno dimostrato il fallimento definitivo della politica della paura, della legge Bossi-Fini e di un Governo messo sotto scacco da una Lega che è già pronta ad invocare i rastrellamenti. Per Galvagno, “oggi più che mai, se il Paese parla un’altra lingua, e fonda le proprie politiche in materia di immigrazione sui binomi immigrazione-illegalità e immigrazione-respingimento, violentando così la tradizione di accoglienza di un popolo che sa cosa significhi partire per sfuggire alla miseria e alla fame, la Sicilia può e deve imboccare la via opposta. Non si tratta di buonismo – chiarisce il deputato del Pd – ma di senso dello Stato e di rispetto della Costituzione, che impone di accogliere rifugiati politici e richiedenti asilo”.
Obiettivo della proposta, che, se approvata, vedrà la Sicilia tra le prime Regioni a dotarsi di una legge che promuove l’accoglienza e l’inserimento dei rifugiati sul proprio territorio, è di coniugare il fenomeno dell’immigrazione allo sviluppo socio-economico delle comunità locali, mettendo a sistema su tutto il territorio regionale una serie di interventi diretti all’accoglienza e all’integrazione, e definendo così “un vero e proprio sistema regionale integrato di accoglienza. C’è un aspetto sociale ed economico che non bisogna sottovalutare – aggiunge Galvagno – che rende l’accoglienza “conveniente“. Obiettivo che la legge persegue prevedendo, infatti, il finanziamento con risorse regionali e comunitarie dei progetti, presentati da comuni, province ed altre istituzioni, finalizzati all’inserimento socio-lavorativo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, soprattutto nei borghi interessati da fenomeni di spopolamento e da particolari sofferenze socio-economiche. Il DDL prevede anche azioni che favoriscano la conoscenza reciproca tra i popoli, considerata “base fondamentale di una convivenza serena“. Nella proposta vi è anche l’obiettivo di prevenire e contrastare i fenomeni di intolleranza e di razzismo, che hanno contrassegnato negativamente la nostra storia più recente, favorendo un modello culturale alternativo che promuova, con azioni mirate, la conoscenza reciproca tra i popoli, la tutela del diritto d’asilo, la tutela dei diritti umani, il dialogo interculturale e lo sviluppo di modelli di economia solidale nelle comunità locali. “In tale direzione il disegno di legge prevede il sostegno della Regione a enti locali, istituzioni scolastiche, aziende sanitarie, associazioni ed enti operanti nel territorio regionale, che intraprendano percorsi di riqualificazione e di rilancio socio-economico e culturale collegati all’accoglienza, considerato, tra l’altro, che lo Stato Italiano, pur avendo ratificato le convenzioni internazionali in materia, e avendo recepito nel proprio ordinamento le relative direttive dell’Unione Europea, non ha ancora una normativa organica”. Per questo, tra le finalità del DDL vi è proprio che la Regione, nell’ambito delle proprie competenze ed in armonia con i principi costituzionali, concorra alla tutela del diritto d’asilo, “promuovendo interventi specifici per l’accoglienza, la protezione legale e sociale e l’integrazione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di misure di protezione sussidiaria o umanitaria presenti sul territorio regionale, con particolare attenzione alle situazioni maggiormente vulnerabili come i minori, le donne sole, le vittime di tortura o di gravi violenze”.
“Le politiche del governo nazionale, – dice l’On. Galvagno – schiacciate sulle posizioni della Lega Nord,  stanno rasentando l’ottusità, costringendo il nostro Paese ad una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante. Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza, che allarma larghi settori della società italiana e che ha visto anche la Chiesa scendere in campo, per chiedere di rivedere le politiche sull’immigrazione e combattere fenomeni dilaganti come la discriminazione, la xenofobia e il razzismo”.
“Per far questo è necessario abbattere i tanti luoghi comuni, – continua il deputato del Pd – che utilizzano la paura in nome della propaganda elettorale, spingendo il nostro Paese, come dimostra la cronaca di questi giorni, in un tunnel davvero pericoloso. Bisogna, invece, e questo è l’obiettivo del DDL, che spero possa trovare il consenso unanime dell’ Assemblea regionale, favorire tutti i processi di integrazione, facendo emergere quell’Italia profonda, sempre più ampia, che ha vissuto il confronto con gli immigrati e ha saputo affrontarlo e governarlo. Sono i quartieri, le scuole, le aziende, sono i borghi abbandonati e ripopolati dagli immigrati, sono gli ospedali, le famiglie, le associazioni che hanno sperimentato che mescolati si può vivere meglio. In questo senso la Sicilia è stata ed è terra di frontiera, primo approdo per migliaia di disperati, dimostrando, oggi come nel passato, una sorta di vocazione all’accoglienza.
E la politica – conclude Elio Galvagno  – ha il dovere di sostenere e di valorizzare questa Sicilia, della convivenza e dell’integrazione, con interventi concreti in favore di quelle comunità che intendano avviare percorsi di riqualificazione e di rilancio socio-economico e culturale collegati all’accoglienza, sostenendo tutti quei progetti che valorizzino le produzioni artigianali, le competenze e le tradizioni locali, che prevedano programmi di economia cooperativa, forme di commercio equo e solidale, di turismo responsabile, e comunque tutte quelle azioni che siano in grado di declinare una nuova concezione di sviluppo, economico e sociale, in una società multietnica come è quella contemporanea”.

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