“LA SCUOLA NON SI TAGLIA”. L’ON GALVAGNO LANCIA L’ALLARME. ” I TAGLI STANNO PARALIZZANDO LA SCUOLA IN SICILIA

“Un numero di precari che triplicherà nei prossimi due anni e didattica quasi alla paralisi per mancanza dei fondi di gestione degli istituti: questa sta diventando la scuola pubblica siciliana in seguito ai tagli della legge Gelmini”. Così Elio Galvagno, deputato regionale, intervenendo a difesa della scuola pubblica nelle giornate di mobilitazione promosse dal Partito Democratico. “Ora, – dice l’On. Galvagno – con il cosiddetto riordino della scuola superiore,  alla protesta dei precari e dei docenti delle scuole medie ed elementari, già colpite dalla riforma, si somma la protesta dei docenti e degli studenti delle superiori che denunciano una riforma che è solo un taglio epocale alla scuola pubblica italiana, che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese”.  “Un taglio di risorse, di competenze e di tempo: questa e’ la sostanza del cosiddetto riordino. La scelta compiuta a 13 anni diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica. Vengono largamente penalizzati i saperi tecnico scientifici e tagliate le ore di laboratorio negli istituti professionali. Un riordino ‘fuori tempo massimo’ dettato solo dalle esigenze di bilancio di Tremonti, che non permette alla famiglie e ai ragazzi una scelta consapevole di un percorso formativo che andrà a determinare il loro futuro lavorativo e di vita”.
“Per comprendere la portata dei tagli – continua il deputato del Pd – basti pensare si spenderanno 1.650 milioni di euro in meno nel 2010, 2.538 nel 2011, 3.188 nel 2012. In totale si tratta di una riduzione di 73 milioni di euro inferta dalla finanziaria 2010 per il funzionamento didattico ed amministrativo, un taglio di quasi 40 milioni di euro ai fondi della 440 – che ricordo essere una legge che prevede l’istituzione di un Fondo per  l’ampliamento dell’offerta formativa, destinato alla piena realizzazione dell’autonomia scolastica – una riduzione del 25% per gli appalti di pulizia e poi soprattutto quasi un miliardo di euro di crediti vantati dai singoli istituti nei confronti del ministero dell’istruzione, per spese anticipate dai bilanci interni e mai restituite”.
“A fronte di interventi così indiscriminati, lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la scuola pubblica, in particolar modo quella siciliana, è davvero allarmante. In diverse scuole non ci sono nemmeno i soldi per acquistare la carta igienica e gruppi di genitori sono stati costretti a comprarli da sè. Per questo – conclude Elio Galvagno  – il  Partito Democratico Siciliano presenterà interrogazioni a livello comunale, provinciale e regionale, proponendo di costituire un tavolo territoriale sulla crisi della scuola pubblica che coinvolga sindacati, associazioni di genitori, organizzazioni di studenti e associazioni dei dirigenti scolastici, per valutare le ricadute delle azioni del Governo sul sistema scolastico locale e per avanzare proposte e richieste all’Ufficio Scolastico Regionale e al Ministero dell’istruzione ”.

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