PIAZZA ARMERINA PER IL 65° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE RICORDA LA FIGURA DI SALVATORE PRINCIPATO “MAESTRO ANTIFASCISTA”

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Il 25 aprile prossimo, per ricordare la figura del concittadino martire del fascismo Salvatore Principato, l’amministrazione comunale di Piazza con una cerimonia rinnoverà le targhe delle via ad esso dedicata. Nella stessa giornata, alle 18.30,   presso il centro espositivo “Monte Prestami”, sarà inaugurata la mostra documentaria su Salvatore Principato patrocinata dal’Amministrazione Comunale,  in collaborazione con l’Università Popolare del Tempo Libero “I.Nigrelli”. La mostra si potra visitare dal 25 aprile al 16 maggio. Il progetto di ricerca, curato da Massimo Castoldi  per i testi, da Ludovica Holz per il cordinamento e la selezione dei materiali e da Fabrizio Dragotta per la parte grafica, vuole ricordare il “maestro antifascista” e raccontare la sua drammatica esperienza di vita attraverso  oggetti, documenti storici e immagini. Lunedì 26 aprile alle ore 10,30 presso l’Auditorium “D.Pernice” dell’Istituto di Istruzione Superiore “Gen. A .Cascino” in piano Sant’Ippolito, si terrà  la conferenza-dibattito su “Salvatore Principato, un partigiano piazzese morto per la libertà”.
All’incontro, che sarà introdotto dal Dirigente Scolastico Giuseppe Russo, interveranno il Sindaco Fausto Carmelo Nigrelli e il responsabile provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Arturo Giunta. Seguirà una relazione di Massimo Castoldi curatore della mostra documentaria.

Salvatore Principato nasce  a Piazza Armerina il 29 aprile 1892  dove  s’impegna presto nella lotta politica. Nel 1911, appena diciannovenne, è coinvolto in un processo per una protesta popolare contro il monopolio di una locale impresa di trasporti. Diplomatosi, si trasferisce a Milano nel 1913 e incomincia a insegnare. Presto  viene chiamato alle armi e combatte sul Carso ottenendo una Medaglia d’argento per aver catturato, e poi anche salvato, una quindicina di prigionieri austriaci.
Lasciato l’esercito  riprende l’insegnamento, prima a Vimercate, poi a Milano  dove comincia a frequentare gli ambienti socialisti. Nei primi anni Trenta figura, con l’appellativo di “Socrate”, nelle relazioni della Pubblica Sicurezza. che lo indicano  tra i principali referenti milanesi del movimento di “Giustizia e Libertà”.
Arrestato il 19 marzo 1933, Principato viene  deferito al Tribunale speciale e  rilasciato dopo oltre tre mesi di carcere. Reintegrato nell’insegnamento diurno, gli è impedito di insegnare nelle scuole serali, perché non iscritto al Partito Nazionale Fascista.
Negli anni della guerra Principato diviene  uno dei punti di riferimento del Partito Socialista di Unità Proletaria a Milano, dove,  con lo schermo di una piccola officina, gestisce  lo smistamento della propaganda antifascista. L’8 luglio 1944, forse tradito da un suo dipendente, viene  arrestato dalle SS. Imprigionato nel carcere di Monza, viene  torturato dalla polizia nazifascista e poi trasferito a Milano a San Vittore. Viene fucilato in Piazzale Loreto il 10 agosto 1944.

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