AGIRA – QUALE FUTURO?

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Lo scenario, in questi giorni, è questo: un grande attivismo finalizzato soltanto alla ricerca di candidati che portino voti slegati da una qualsiasi selezione politica e da un minimo di analisi della situazione catastrofica della nostra realtà. Quanti, nel corso degli anni, sono stati gli artefici della attuale situazione con i loro comportamenti politico-amministrativi, a diversi livelli, possono dormire sonni tranquilli. Si possono candidare, saranno eletti. Tanto agli agirini pare che non interessi niente che i propri figli non potranno più vivere nella nostra realtà e che saranno (e sono) costretti a scappare da Agira. In tanti mi dicono che è tempo perso il mio attivismo su diverse tematiche che guardano al futuro perché gli agirini, purtroppo, sono sensibili ad altro. Sono testardo. Ritengo questa la strada giusta. Forse qualcuno sarà costretto a riflettere, valutare e tornare a fare politica nel senso vero del termine.
Avevo scritto: Quanti hanno contribuito al peggioramento delle condizioni di vita della nostra cittadina, attivamente o con il loro complice silenzio, sono legittimati a presentarsi a Voi e chiedervi il voto, mettendo, magari, tante belle cose nei programmi elettorali?
Pare che tra i candidati ce ne siano alcuni che si sono caratterizzati per:
1. avere sostenuto, quando c’erano gli organi di controllo, che non ci si sarebbe fermati di fronte ai pareri negativi degli stessi. Che dire? Se la violazione della legge era una regola quando c’erano gli organi di controllo, cosa può succedere ora che i controlli sono stati smantellati?
2. avere sottoscritto un programma elettorale nel quale al 1° posto c’era il recupero della città di antica formazione e non avere avviato nemmeno un progetto. In quel periodo l’Assessorato forniva il 95% del contributo. Si sarebbe potuto creare tanto lavoro per i decenni futuri in tanti settori e non si sarebbero fatti spopolare interi quartieri. Si è presa la direzione opposta.
3. non avere chiamato mai i cittadini a discutere del nostro futuro al di fuori dei momenti elettorali. Doveva essere un obbligo degli amministratori e dei cosiddetti “Partiti”. La delega ha dei limiti. Ci sono dei momenti nei quali chi amministra deve assumere le decisioni dopo avere avviato dei momenti pubblici con modalità da garantire scienza e coscienza degli argomenti trattati. Infatti non è stata convocata nemmeno una Assemblea Cittadina (forse unico Comune in Sicilia!) per discutere e quindi confrontarci anche per fare le critiche più feroci sul Piano Regolatore Generale (PRG) al fine di
costruire un futuro migliore per i nostri figli ed una città più bella e più vivibile con possibilità di creare lavoro nei diversi settori produttivi. C’erano alcuni depositari della verità che potevano decidere per tutti? Per ben 2 volte il Consiglio Comunale, a fronte della sua incapacità di portare avanti il PRG, è stato esautorato dei suoi poteri e sono stati nominati, in tempi diversi, dall’Assessore Regionale n. 2 Commissari ad acta. L’adozione è avvenuta dopo 7 anni dalla consegna del PRG e la trasmissione per l’approvazione dopo 12 anni. Pare che ad Agira, oggi, non ci sia alcun Piano Regolatore Generale. L’unica Assemblea Cittadina su questo tema fu convocata nel 1995 dall’allora Presidente del Consiglio Comunale sullo Schema di Massima del PRG. Qualche cittadino fece osservazioni e proposte. Nella redazione del PRG i professionisti tennero conto di questo facendo delle modifiche. Perché successivamente, per parecchi anni, non è stato consentito ciò? Perché è stata esaltata una delle caratteristiche peggiori degli agirini? Quella di colpire alle spalle non confrontandoci mai dialetticamente ed a viso aperto.
4. non avere, nella qualità di Consiglieri Comunali, imposto al Consiglio Comunale di Agira la trattazione di punti relativi alle tariffe dei Rifiuti Solidi Urbani e dell’Acqua. Quale danno hanno prodotto agli agirini? Quanti hanno svolto il ruolo di consiglieri comunali negli ultimi cinque anni ad Agira dovrebbero avere, quantomeno, la correttezza di stare zitti quando si parla di Spazzatura e di Acqua.
5. avere ricoperto per tanti anni incarichi politici e/o istituzionali, a diversi livelli, non rispondendo mai della propria attività e degli atti compiuti o non compiuti per Agira.
È stato fatto passare il messaggio che la politica consista nella occupazione dei posti di potere. Nulla di più fallace. La vera politica è altro. Non è un caso che questo strano attivismo ed i cosiddetti “Partiti” compaiano soltanto per, più o meno, 60 giorni e, poi, scompaiano completamente per gli altri 1765 giorni fino alle elezioni successive.
Povera Agira!
Una delle caratteristiche che distingue l’uomo dagli altri esseri è l’umiltà: quantomeno riconoscere i propri errori.
Quando questa caratteristica scompare che direzione stiamo prendendo?
È possibile che diventi, invece, un valore la tracotanza, cioè la presunzione mista all’arroganza?
Sono tornati in campo i tanti che, con ruoli diversi, hanno contribuito a portare a fondo il nostro paese e, guarda caso, poi sono gli stessi che dovrebbero farlo risorgere?
Possiamo dire che vogliamo bene ad Agira ed ai nostri figli? Ma!!!!!!!
Ing. Carmelo Elio Pistorio

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