ENNA: LA STORICA PIAZZA SANTA MARIA DEL POPOLO DIVENTA PIAZZA LUIGI VETRI. PETIZIONE POPOLARE PER RESTITUIRE L’ANTICO TOPONIMO “PIAZZA POPOLO”

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La Costituzione italiana recita all’art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.  Ma pare che ad  Enna la sovranità la esercitino alcune istituzioni, in particolare la sezione toponomastica. Il  Sindaco di Enna, prima della fine del suo mandato ha sostituito un antico toponimo della città, con il nome di un personaggio politico, Vetri Luigi, figura discussa e controversa, contro il volere della cittadinanza residente, ha preso il nome della storica piazza S.Maria del Popolo. Il cambio di denominazione ha suscitato una vera e propria sollevazione popolare i cittadini residenti nella storica via e non solo, con una petizione popolare, hanno chiesto che venisse restituito l’antico ed originario toponimo “Piazza Popolo”, soprattutto per ricordare un quartiere storico, dopo l’Unità d’Italia diventò Via Vittorio Emanuele, che fra l’altro esiste in città. La via come detto prima si chiamava Via del Popolo, come attualmente viene chiamata in gergo dialettale.
Alla Commissione Toponomastica che approva all’unanimità il cambio di toponimo la restituzione alla cittadinanza di un antico toponimo, anche in considerazione che piazza Vetri Luigi  non viene “riconosciuto” ed accettato dai cittadini che ancora oggi continuano a chiamarla Piazza Popolo.
Appare quantomeno provocatorio ed offensivo dell’intelligenza del popolo affermare che i repentini cambiamenti non consentono di assimilare e far proprio un riferimento alla memoria del territorio se la Piazza in questione  viene indicata dalla popolazione come “Piazza Popolo”.
Infatti, solo per fare un esempio, la centrale piazza Matteotti  (che ricorda il noto politico) è generalmente indicata dai cittadini come  “Piazza Balata; punto centrale e nevralgico della città .
Allora viene da chiedersi, al di là della considerazione già espressa, come si possa parlare di assimilazione alla memoria del territorio quando il popolo indica  “alfa” e le istituzioni impongono “beta”?. Infine, chi vuole imporre Vetri Luigi contro la volontà del popolo ? Non sarebbe ora che la toponomastica diventasse ”veramente” quello strumento utile al ricordo della cultura e della storia di una città e non un mezzo per gruppi di potere mostrare l’influenza che riescono ad esercitare sulla comunità locale?
I “Popolani” continueranno la battaglia per l’affermazione della cultura e della patria storia locale, in nome del popolo ennese.

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