IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SPECIALE PASQUASIA, GIUSEPPE REGALBUTO SCRIVE AI MINISTRI DELL’AMBIENTE E DELLA SALUTE

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Il presidente della Commissione speciale Pasquasia, Giuseppe Regalbuto, su disposizione del presidente della Provincia, ha inviato una lettera ai ministri dell’Ambiente e della Salute, al Presidente della Regione, agli Assessori regionali competenti, nonché all’Istituto superiore della Sanità, all’agenzia delle Acque e Rifiuti della Regione, al distretto minerario di Caltanissetta  ed ancora al Prefetto, al Sindaco e al Dipartimento della protezione civile, con la quale illustra gli esiti del lavoro fin qui svolto. “La Commissione – si legge nella lettera- è stata istituita con delibera del Consiglio provinciale n 66 del 17/11/2008, con il compito

di avviare uno studio sulle problematiche riguardanti la miniera di Pasquasia. In particolare compito della commissione è di stabilire lo stato attuale dei luoghi, di procedere ad un esame delle condizioni geominerarie del giacimento e quindi ad una valutazione dei benefici di una riapertura alla coltivazione o di un uso alternativo in ambito turistico ricreativo. Dai dati in possesso della commissione è emerso- denuncia Regalbuto nella lettera- che nei 42 ettari di terreno vi è una quantità enorme di amianto, quantificato in 20 milioni di chili, prima utilizzato per la copertura dello stabilimento oggi esposto al vento ed alle intemperie. Nell’area della ex miniera, inoltre, sono sparsi 800 mila metri quadrati di materiali inquinanti con grossi rischi di inquinamento  dell’aria, dei terreni e delle acque di  superficie a causa dei processi di lisciviazione e dilavamento”. Rivolgendosi ai destinatari della nota, il presidente della commissione ritiene assolutamente necessario ed improcrastinabile che il sito sia  immediatamente messo in sicurezza e bonificato  per evitare ulteriori negativi impatti sull’ambiente e sulla salute pubblica. Intervento fondamentale per una ipotizzabile riapertura della miniera ai fini estrattivi o ad un uso alternativo in ambito turistico ricreativo. Questo anche in considerazione della presenza del giacimento tra i geositi che costituiscono il patrimonio della “Rocca di Cerere European and Global Geopark”  riconosciuto dall’UNESCO”.

 

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