MINIERA PASQUASIA: LA COMMISSIONE D’INCHIESTA DELLA PROVINCIA HA CONSEGNATO UNA RELAZIONE ALL’ASSESSORATO REGIONALE ALL’ENERGIA

Capannoni in amianto e fusti con reagenti chimici Martedì 18 Maggio 2010 Prima Enna, pagina 31 e-mail print Capannoni in amianto, fusti contenenti liquidi in cattivo stato di conservazione e reagenti chimici, indicatori che mettono a rischio la salute pubblica. Questo quanto emerso dai recenti incontri della commissione d’inchiesta su Pasquasia, istituita dalla Provincia regionale ennese e che ha consegnato un rapporto minuzioso dello stato di salute dell’ex miniera all’assessorato regionale per l’Energia. Elementi necessari che verranno valutati dalla Regione siciliana visto che nell’aprile scorso con il presidente della III commissione “Attività produttive” all’Ars, il parlamentare del Pdl, Salvino Caputo e il dirigente generale dell’assessorato Territorio ed Ambiente Rosanna Interlandi, avevano visitato con una delegazione ennese il sito dismesso. Il deputato regionale, Salvino Caputo, dopo il sopralluogo sul sito aveva rimarcato come la Regione siciliana «deve creare una mappatura dei siti ad alto rischio» e nello stesso tempo «fare la bonifica dell’area abbassando i costi sanitari per le numerose patologie presenti».
Anche l’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, dopo un incontro con il presidente della commissione su Pasquasia, Giuseppe Regalbuto e l’assessore provinciale all’Ambiente, Giuseppe Mattia, aveva ribadito la volontà della Regione di avviare la messa in sicurezza del sito minerario e di prendere in esame l’eventuale riutilizzo o in termini produttivi o turistici. Il rapporto oltre alla regione è stato inviato al ministero dell’Ambiente e della Salute così come all’Istituto superiore della Sanità ma anche ad enti provinciali.
La miniera di sali potassici di Pasquasia, chiusa dal ’92, è stata sempre oggetto di scontri politici e mobilitazioni popolari, in quanto si teme che possa essere deposito di scorie nucleari e materiali altamente inquinanti. “Adesso i tempi sono maturi per la bonifica – afferma il presidente della commissione speciale su Pasquasia e consigliere provinciale del Pdl, Giuseppe Regalbuto – per il soprassuolo di cui esiste un progetto sul costo degli interventi per la messa in sicurezza e rimozione dell’amianto”.
Il dossier inviato riscontra che nel sito vi siano «diversi centinaia di fusti, bidoni. Recipienti, serbatoi e decantatori di liquidi vari, e in alcuni casi in cattivo stato di conservazione ma anche copertoni e rifiuti speciali». «Oggi la preoccupazione non è la stessa di prima – continua Regalbuto – perché a subire non è solo il sito di Pasquasia ma anche i territori vicini soggetti a forme di inquinamento ambientale».
All’interno dell’ex agglomerato industriale è presente quindi diverso materiale e la bonifica risulta essere necessaria. Oltre a quella del soprassuolo è necessaria anche quella del sottosuolo, il cui costo ancora non è stato identificato.
RENATO PINNISI

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