“FUORI DAL TUNNEL”. VALGUARNERA SI MOBILITA CONTRO IL DISAGIO GIOVANILE. DATI ALLARMANTI PER I MINORENNI RESIDENTI SUL TERRITORIO

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Arriva dalla scuola media Lanza-Pavone il segnale d’emergenza per la comunità di Valguarnera al quale hanno risposto in massa giovani studenti, genitori e operatori del mondo della scuola. Nel corso della giornata di studi e riflessioni “Fuori dal tunnel”, organizzata martedì 25 maggio dall’istituto diretto dal dirigente scolastico Giuseppa Maria Calabrese, sono venuti fuori dati allarmanti per la cittadina dell’Ennese: 14 minori inseriti in comunità (un numero sproporzionato per una piccola realtà come quella di Valguarnera), di cui solo uno dato in adozione, due affidi, 30 procedimenti aperti nei confronti di minori, quasi 60 minori seguiti dai servizi sociali. «Questi dati riferiti al 2008 – spiega Stefania Rigatuso, ex assistente sociale del comune di Valguarnera – denotano un grave disagio sociale oltre che una spesa per il Comune di ben 270mila euro all’anno». Ad emergere è anche un’altra sconfortante statistica: il 30 per cento dei giovani di Valguarnera con un’età compresa tra i 14 e i 18 anni assume costantemente stupefacenti: «Questo è il dato in possesso a noi forze dell’ordine – specifica Michele Cannizzaro, comandante dei carabinieri di Piazza Armerina – e denunciamo che nel nostro territorio c’è un numero impressionante di ragazzini vicino al mondo della droga e un’alta percentuale di minorenni che violano il codice penale». A questi numeri si aggiunge un triste quadro sociale, nel quale i minori a Valguarnera subiscono carenze di cure materiali e morali da parte dei genitori, confusione di ruoli genitoriali, vivendo nella sporcizia e fra i litigi continui di famiglie disgregate, ricomposte e disgregate ancora, in dinamiche familiari distorte. «Le devianze riscontrate in questa piccola città tra gli adolescenti – rimarca Stefania Rigatuso – sono la mancanza di capacità di comunicazione con disfunzioni della sfera relazionale e psicologica (isolamento, abuso di Internet, depressione, bullismo, anoressia e bulimia), un errato rapporto con la sessualità (ragazzini di 11 e 12 anni che hanno rapporti completi, anche occasionali, e uso precoce della pillola anticoncezionale), uso di sostanze stupefacenti e alcoliche».

A sentirsi coinvolti in prima linea a intervenire sono innanzitutto gli insegnanti: «In questa scuola vedo attivarsi dei percorsi positivi di legalità, la scuola c’è, ma deve continuare nella sua funzione di prevenzione, non va abbassata la guardia», ha dichiarato il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Matteo Bonfiglio. «Bisogna evitare che i ragazzi entrino nel tunnel della devianza – gli ha fatto eco Datola Di Dio, vicaria del Prefetto di Enna – educandoli al rispetto delle regola e al rispetto per gli altri».

Fulcro della giornata, il bullismo, una delle devianze di cui è stata vittima la stessa scuola media Lanza-Pavone: se ne è parlato abbondantemente in mattinata con il criminologo dell’università Kore Giacomo Calderaro che ha intrattenuto i ragazzi in un dibattito: «I bulli sono persone molto insicure che si fanno forza di quelli più deboli di loro – ha detto – meriterebbero solo una bella pernacchia. Situazioni di disagio? Quello che raccomando ai giovani è di non aver paura di chiedere aiuto, prima che sia troppo tardi». Applaudito l’intervento dei liceali del Pedagogico “Dante Alighieri” di Enna che hanno portato la loro testimonianza all’interno del progetto “Cosa c’è ke nn va”, puntando sul mal di vivere: «Cercate di non diventare dipendenti né dall’alcol, né dalla droga, né dai cellulari, né dall’eccessiva mania di essere perfetti», ha detto la studentessa Marta Tudisco, «se non ce la fate, rivolgetevi a chi vi sta accanto, genitori e insegnanti, abbiate il coraggio di farlo quando avete ancora le forze per farlo», ha aggiunto la docente Giovanna Fussone.

Nella sessione pomeridiana, Santo Di Nuovo e Simona Nicolosi, docenti di Psicologia dell’università Kore di Enna, hanno illustrato i risultati di una ricerca sul bullismo fatta alla scuola media Lanza-Pavone e confluita in una tesi di laurea: «Emerge che i ragazzi stanno bene a scuola, ma si registrano comunque episodi di prepotenza, soprattutto tra maschi, con insulti, minacce, aggressioni verbali più che fisiche, episodi che nella maggior parte dei casi avvengono fuori dalle aule, nel tragitto da casa a scuola», ha spiegato Simona Nicolosi. «Il bullo e il violento sono incapaci di capire cosa provano gli altri su cui usano violenza, dobbiamo educare i ragazzi all’empatia», ha aggiunto Di Nuovo. Miriam Fanella, presidente dell’Associazione matrimonialisti italiani per la tutela delle persone, dei minorenni e della famiglia, ha fatto appello alla capacità di ascolto degli adulti nei confronti dei minori: «A volte i ragazzi si rifiutano di parlare con i genitori, il dialogo non si instaura – ha detto – dobbiamo essere capaci di leggere anche nei loro silenzi». Gabriele Leanza, giovane di Valguarnera laureato in Scienze politiche e curatore del Pon “Cittadini di Comunità”, ha lanciato un ulteriore messaggio: «Cari genitori, non pensate che certe cose i vostri figli non le faranno mai, o che saranno tutelati da droga, alcol e vari disagi, sappiate che questi problemi si fanno strada proprio dentro le vostre case e vi riguardano da vicino». Maria Luisa Ansaldi, dell’Ufficio di mediazione penale minorile di Caltanissetta, ha poi portato la testimonianza di una mediazione con i minori che riguarda proprio la scuola media Lanza-Pavone: «Quattro ex alunni di questo istituto sono stati dichiarati responsabili di atti vandalici a scuola anni fa – ha spiegato – ora preside e insegnati stanno mediando con loro un percorso di recupero che si attivi dentro e a favore della stessa scuola». Sul dilemma genitori oppressivi o troppo indulgenti, Ansaldi ha poi dichiarato: «I controlli eccessivi sui ragazzi non servono, i valori vanno trasmessi con l’esempio di noi genitori». “Cercare testimoni piuttosto che maestri” è stato infine il motto di Francesco Pallini, giudice del tribunale per i minorenni di Caltanissetta: «Deve essere l’esempio dei genitori a guidare i figli – ha ricalcato – Valguarnera è una cittadina con un grande potenziale positivo, ma anche con diversi problemi da risolvere. Quello che chiedo all’intera comunità è di aprirsi all’altro, alle necessità dei bambini che vivono drammi dietro la porta delle vostre case e di smettere di pensare solo a chi fa parte del vostro gruppo ristretto, non potete più ignorare la sofferenza di tanti, troppi bambini e ragazzi della vostra città».

Per il dirigente scolastico Calabrese, «è stata una giornata proficua che ci ha aiutato a capire il mondo dei più giovani e a programmare piani di intervento contro i loro disagi».

Applausi a scena aperta hanno infine salutato il coinvolgente concerto del cantautore Mario Incudine e dei musicisti del gruppo Terra.

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