VILLA ROMANA DEL CASALE. PREOCCUPAZIONE DI ELIO GALVAGNO (PD). L’ASSESSORE ARMAO INTERVENGA CON URGENZA

“Sono mesi che una mia interrogazione sui ritardi dei lavori alla Villa Romana del Casale giace senza risposta e, oggi più che mai, alla luce dell’annunciata cancellazione del sito archeologico dai circuiti turistici per il 2011 da parte dei tour operator, che avrebbe conseguenze disastrose sull’economia del territorio, è urgente capire cosa sta accadendo”. Così Elio Galvagno, deputato regionale del PD, che nello scorso mese di novembre aveva presentato un’interrogazione sul ritardo dei lavori per la sostituzione della copertura della Villa e per il restauro dei pavimenti musivi, sollecita il Presidente della Regione e l’Assessore per i Beni Culturali a rispondere con urgenza “sulle motivazioni dei ritardi registrati rispetto ai comunicati ufficiali della Direzione lavori e dall’Assessorato ai Beni Culturali, sulle cause e le eventuali responsabilità che hanno determinato i ritardi fin qui accumulati, sulla data prevista per la fine dei lavori e sulla data di ultimazione dei lavori esterni al sito archeologico”. “Avevo già paventato – dice l’On. Galvagno – che il protrarsi dei lavori interni al sito archeologico potesse ripercuotersi negativamente sugli operatori turistici e commerciali, nonché sull’intera economia del territorio. Cosa che sta puntualmente accadendo, e, quel che è più grave, ancora non si intravede nessuna soluzione definitiva per la fruizione totale della Villa Romana del Casale e delle aree esterne. Condizioni, queste, che rischiano di escludere il sito archeologico dai circuiti organizzati dai tour operator per le prossime stagioni turistiche”.
La questione era già stata posta nei mesi scorsi dal Consiglio comunale di Piazza Armerina, con un O.d.g., approvato all’unanimità, in cui si invitava l’Alto Commissario, Vittorio Sgarbi, “a garantire la fine dei lavori di restauro e di sostituzione della copertura entro il novembre 2010” e di garantirne comunque la fruizione, anche parziale, già dal marzo 2010”. “Fruizione che, ad oggi, – continua  Galvagno – resta garantita solo dalle 15 alle 18, con carenti comunicazioni sugli orari, che costringono spesso gruppi e turisti a tornare indietro, trovando il sito chiuso”.
Per questo il deputato del Pd, nel corso dell’ultima seduta parlamentare, ha sollecitato una risposta da parte dell’Assessore Armao, ribadendo le questioni poste già sette mesi fa.
“Premesso – si legge nell’interrogazione – che con Delibera di Giunta regionale è stato conferito l’incarico di Alto Commissario all’On. Vittorio Sgarbi affinchè provvedesse, avvalendosi direttamente degli uffici della Soprintendenza di Enna, a predisporre, promuovere e coordinare tutti gli interventi per la conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa Romana di Piazza Armerina, esercitando, altresì, le prerogative ed i poteri di cui al comma 5 del richiamato art. 80 in ordine agli interventi sul sito archeologico, a valere sulla Misura 2.01 – Azione B – del POR Sicilia 2000/2006. Rilevata l’approssimazione con la quale la Direzione lavori e l’Assessorato competente comunicano periodicamente date di fine lavori puntualmente disattese (dal novembre 2009 – marzo 2010, siamo passati al novembre 2010 – gennaio 2011), annunciando inoltre con altrettanta approssimazione periodi di chiusura del sito archeologico”.
Per tali ragioni si chiede di “conoscere se e quali iniziative siano state fin qui assunte al fine di verificare, tra l’altro,  se esiste un cronoprogramma per l’esecuzione dei lavori interni al sito archeologico, concordato in sede di affidamento di appalto alla ditta esecutrice, e se l’andamento dei lavori all’interno del sito archeologico è in linea con il  suddetto crono programma”.
“Sarebbe grave tra l’altro – conclude l’on. Galvagno – che i lavori dovessero protrarsi oltre il rientro della Venere di Morgantina e per questo vanno urgentemente intraprese tutte le iniziative necessarie a garantire l’inaugurazione della Villa Romana al più presto e comunque prima di un evento che tutti consideriamo cruciale per il rilancio del territorio“.

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