ROSARIO CROCETTA E BEPPE LUMIA SU CONDANNA DI MARCELLO DELL’UTRI

Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Borsellino, Falcone, Chinnici, Costa, Giuliano e tanti altri fanno parte dei nostri santi laici, uomini che si sono ritrovati a pagare con la vita la loro fede in una Sicilia diversa. Fossimo un paese rispettoso della memoria e orgoglioso di sè, selezioneremmo la classe dirigente politica, porteremmo all’interno delle istituzioni uomini senza macchia e poco chiacchierati e soprattutto educheremmo i ragazzi al culto di questi santi senza altare. A tutti i costi eviteremmo l’appiattimento della memoria sulle commemorazioni di maniera. Accade tutto il contrario, ma apprezziamo gli eventi di segno opposto. Detto ciò, riteniamo che la vicenda del senatore Dell’Utri, condannato anche in secondo grado su fatti pesantissimi, debba far riflettere il suo partito e la politica tutta. Non possono non prenderne atto e trarne le debite conseguenze. “Sono sempre stato convinto –dichiara il sen. Lumia, componente della Commissione antimafia- che, al di là del giudizio penale, anche di fronte ad una assoluzione vi erano tutti gli elementi per espellerlo dalla politica e dalle istituzioni. La vicenda delle stragi ‘92/’93 rimane aperta, non solo per il giudizio penale, ma per le istituzioni perchè si faccia piena luce e si accertino tutte le responsabilità, comprese quelle politiche. Anche tutta la politica – aggiunge Lumia – deve fare i conti fino in fondo con i rapporti con le mafie. Ogni partito deve guardarsi dentro e attivare una selezione della classe dirigente capace di coniugare legalità e sviluppo e di colpire con rigore e sistematicità il sistema mafia negli appalti, nella gestione dei rifiuti e dell’acqua, nel settore dell’energia e della sanità e in tutti i settori della spesa pubblica e dell’economia privata. Così si possono scardinare i sistemi delle collusioni e dare alla politica il suo valore e il suo primato nella lotta alle mafie”. “Dell’Utri – conclude l’esponente del Pd – sa che Vittorio Mangano era un mafioso. Gli eroi veri sono Falcone, Borsellino e tutti quei servitori dello Stato che hanno dato la vita per combattere la mafia e per salvaguardare le istituzioni democratiche”.  “Il mafioso non può essere mai un eroe –afferma l’europarlamentare Rosario Crocetta-. Rimango completamente stupefatto dalle affermazioni fatte dal sen. Dell´Utri su Mangano, successive alla sua condanna a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. I nostri eroi – prosegue Crocetta – sono i Falcone, i Borsellino e i magistrati che ancora oggi rischiano la vita per la difesa della libertà di tutti i cittadini. Il mondo di Dell´Utri e di altri politici italiani sembra un mondo alla rovescia, dove le vittime diventano canaglie, e barbari assassini, in combutta con i poteri forti, quasi modelli di riferimento. Un paese che perde la bussola sui problemi della giustizia é destinato a una crisi grave e profonda, di quelle che non consentono mai una reale ripresa e che favoriscono l´allentamento dei cittadini dalle istruzioni. Dura lex, sed lex ; Dell´Utri – conclude l’eurodeputato del Partito Democratico – accetti senza arroganza il verdetto della Giustizia, poiché senza Giustizia non c´é democrazia e non c´é libertà”.
Giacomo Lisacchi

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