A RISCHIO IN PROVINCIA DI ENNA OLTRE TRE MILA POSTI DI LAVORO DELL’INTERO SETTORE ARTIGIANALE

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A rischio in provincia di Enna oltre tre mila posti di lavoro dell’intero settore artigianale. L’allarme arriva dalla Confartigianato, che proprio per discutere di questa situazione, che si va facendo sempre più delicata, ha convocato ieri pomeriggio (era presente anche il segretario regionale Salvatore Puglisi) tutti i presidenti provinciali di categoria e i quadri comunali. “Quando affermiamo che la crisi –ha detto il presidente provinciale Mario Signorello Cascio- sta assumendo nella nostra provincia caratteristiche peggiori che altrove, non ci basiamo su semplici intuizioni, ma su dati certi ed attentibili. Il settore maggiormente colpito è quello edilizio, ormai fermo da più di un anno, la cui crisi che sta attraversando si sta trascinando tutti gli altri comparti artigianali che ruotano attorno ad esso. Finora le imprese non hanno licenziato, ma è probabile che lo faranno perchè non ce la fanno più. E se consideramo che nella nostra provincia operano circa 3.600 imprese, il conto è bello e fatto. Il quadro relativo alla nostra provincia –ha aggiunto Cascio- al momento è sconfortante, non si appaltano lavori pubblici anche di piccola entità e non ci sono commissioni da parte dei privati che vista la congiuntura non spendono”. “Le piccole imprese artigiane –ha detto il segretario regionale Puglisi- sono un capitale sociale per l’economia ennese, che va difeso con convinzione soprattutto perchè la ripresa economica non potrà che ripartire dagli artigiani e vanno quindi adottate tutte le misure possibili perchè oggi queste attività non falliscano. Per rilanciare e stimolare l’economia è necessario che le amministrazioni diventino nostri interlocutori forti e aperti al confronto. Vogliamo ragionare attorno ad un tavolo per discutere delle risorse economiche (circa 300 milioni di euro a livello regionale) che sta mettendo in campo la Comunità europea  riguardante la sicurezza e la riqualificazione dei centri storici. E quindi capire, visto che saranno un punto di riferimento, cosa si è fatto ad esempio per i piani particolareggiati. Questi finanziamenti, considerato che la disoccupazione in provincia di Enna è oltre il 20%, sono una opportunità che non possiamo e non dobbiamo perdere”.
Pietro Lisacchi

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