L’ON. GIAMBRONE CHIEDE AL MINISTRO GELMINI, DI FARE CHIAREZZA SULLE MODALITA’ DI SELEZIONE PER I CONCORSI DI RICERCATORE A TEMPO DETERMINATO PRESSO L’UNIVERSITA’ KORE DI ENNA

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GIAMBRONE – Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Premesso che:  in diverse Università italiane sono in atto, per tramite di concorsi pubblici, massicce assunzioni di dottori di ricerca, nel nuovo ruolo di ricercatore a tempo determinato;  risulta all’interrogante che nell’Università Kore di Enna si sta procedendo ad assumere, nel sopra citato profilo, anche laureati con laurea specialistica o magistrale accompagnata da una significativa qualificazione didattica e scientifica;  i vincitori dei suddetti concorsi sottoscrivono contratti triennali, rinnovabili per ulteriori tre anni, che prevedono tra l’altro anche lo svolgimento di attività didattica e scientifica, secondo tempi e modalità analoghe a quelli previsti per i ricercatori a tempo indeterminato;  la commissione giudicatrice di ciascun concorso per il reclutamento di detti ricercatori a tempo determinato è nominata normalmente dal Consiglio di dipartimento oppure, in assenza del dipartimento, come nel caso dell’Università Kore di Enna, dal Senato accademico;  considerato che:  a opinione dell’interrogante, detta modalità di selezione dei ricercatori a tempo determinato, o Assistant Professors, come definiti presso l’Università di Enna, oltre ad immettere precari all’interno del sistema universitario, risulta essere poco trasparente e poco rispettosa della attività di ricerca;  è altamente probabile che diversi di questi nuovi ricercatori a tempo determinato, nonostante procedure concorsuali a giudizio dell’interrogante poco selettive e per niente trasparenti, ricopriranno in futuro il ruolo di docenti delle Università italiane, in quanto non si potrà certo negare a detti ricercatori di svolgere l’attività di docenza, dopo averla svolta di fatto per tre o sei anni;

la nuova figura del ricercatore a tempo determinato rischia peraltro di surclassare o comunque negare il ruolo precipuo dell’assegnista di ricerca, il cui unico compito era appunto quello di ricercare, essendogli consentita una limitata attività didattica;

considerato inoltre che all’Università Kore di Enna, risulterebbero banditi un numero esorbitante di posti di ricercatori a tempo determinato tramite procedure concorsuali, al pari di quelle sopramenzionate, che prevedono di fatto una cooptazione, o ad ogni modo tramite procedure non trasparenti come sono, invece, i classici concorsi per ricercatori, professori associati od ordinari;

considerato infine che presso la facoltà di Archittettura-Ingegneria dell’Università di Enna risultano impiegati solo un professore ordinario, uno sparuto numero di ricercatori non confermati e numerosi ricercatori a tempo determinato, permettendosi, di conseguenza, l’attivazione di corsi di laurea retti esclusivamente da docenti non di ruolo (ricercatori non confermati e ricercatori a tempo determinato) e con presidenti di corsi di laurea ricercatori non confermati,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di quanto riportato nelle premesse e nei considerata;

se e come intenda porre rimedio alla situazione sopra descritta al fine di evitare che l’Università italiana risulti piena di operatori reclutati tramite dubbie procedure concorsuali;

come intenda tutelare la figura del ricercatore a tempo indeterminato, reclutata sicuramente tramite procedure selettive più trasparenti rispetto a quelle con cui viene selezionato il ricercatore a tempo determinato;

quali siano le ragioni per cui nell’ateneo di Enna, ad eccezione dei primi due bandi per ricercatori a tempo indeterminato, non sono stati banditi concorsi per ricercatori, associati o ordinari, ma solamente concorsi per ricercatori a tempo determinato, ricorrendo ad un reclutamento non trasparente con nomine dirette dei commissari;

come intenda risolvere la grave situazione, sopra descritta, venutasi a creare nell’ateneo di Enna.

(4-03365)

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