ENNA: CERIMONIA TRENTUNESIMO ANNIVERSARIO UCCISIONE DEL FUNZIONARIO DI PUBBLICA SICUREZZA BORIS GIULIANO

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Nella ricorrenza del 31° anniversario dell’uccisione del Vice Questore Aggiunto Dr. Boris GIULIANO, ucciso dalla mafia in un agguato avvenuto a Palermo il 29 luglio 1979, la Polizia di Stato di Enna ha celebrato la commemorazione del suo caduto con una cerimonia che si è tenuta presso il complesso della Polizia di Stato sito ad Enna Bassa.  Alle ore 09:00, il Prefetto della Provincia, accompagnato dal Vice Questore Vicario e dei vertici della Polizia ennese, presso la struttura che già porta il nome del caduto, hanno stamane deposto una corona sulla lapide dedicata. Contestualmente, a Piazza Armerina, presso il cimitero ove è sepolto Boris Giuliano, è stata deposta una corona di fiori presso l’edicola funeraria, collocata all’interno della cappella gentilizia della famiglia Giuliano, da parte degli uomini del Commissariato armerino, insieme ad alcuni congiunti del poliziotto ucciso.
Boris Giuliano, nativo di Piazza Armerina (Enna), divenne Funzionario di Pubblica Sicurezza nel 1963. Fu subito assegnato alla Questura di Palermo.
Investigatore appassionato e moderno, specializzatosi alla nota accademia dell’ F.B.I., intuì ben presto che le organizzazioni criminali avevano abbandonato i tradizionali percorsi per dedicarsi al traffico di droga ed al riciclaggio. Durante la sua carriera gli sono stati attribuiti meriti speciali e numerosi riconoscimenti per operazioni di Polizia.
Dirigente della Squadra Mobile di Palermo dal 20 ottobre 1976, dimostrò subito notevole capacità professionale e grande spirito di sacrificio ottenendo brillanti risultati nell’azione di contrasto alla criminalità. In quegli anni arrestò alcuni tra i più noti latitanti dell’epoca, tanto da ricevere numerosi attestati e riconoscimenti ed una promozione per merito straordinario.
E’ stato riconosciuto vittima del dovere e gli è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria.
Il brillante investigatore della Squadra Mobile di Palermo fu barbaramente ucciso il 21 luglio del 1979 e poco tempo prima del suo omicidio il poliziotto “americano”, come fu definito, aveva scoperto un traffico di droga fra la Sicilia e gli Stati Uniti. Aveva individuando una base operativa della mafia a Corleone (PA) sequestrando, all’aeroporto di Punta Raisi, 5 chili di eroina e due valigie con cinquecentomila dollari. Tra le molte vicende di cui si è occupato c’era anche la misteriosa scomparsa del giornalista Mauro De Mauro. “Era un mito Boris” ebbe modo di scrivere il giornalista Francesco La Licata esperto di storia della mafia. “Il primo a capire l’importanza dei soldi nella scala dei disvalori mafiosi; il primo ad aver ‘osato’ convocare nel suo ufficio don Tano Badalamenti…. il primo ad aver avvertito la necessità di affinare le tecniche poliziesche alla scuola dell’F.B.I. di quantico. Il primo a essere considerato ‘sbirro americano’… e il primo di cui si servì Giovanni Falcone, utilizzandone la vasta eredità investigativa”.

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