UOVA DI ZANZARA TIGRE A PERGUSA

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Riunito il tavolo tecnico presso l’Asp di Enna in seguito alla comunicazione   con la quale la dott.ssa Rosa Termine ha reso noto il rinvenimento, nel  territorio di Pergusa (Enna), di uova di Aedes albopictu, conosciuta come  Zanzara tigre.  Alla riunione hanno preso parte: Dott. Nicola Baldari, Direttore Generale Asp Enna; Dott. Salvatore Madonia, Direttore Servizio Igiene e Sanità Pubblica Asp Enna; Dott. Paolo Garofalo, Sindaco di Enna, Dott. Giuseppe Amato, Assessore Provincia di Enna; Dott. Giuseppe Vitale, Responsabile del Servizio Gestione Riserve   Naturali Provincia di Enna; Geom. Francesca Romano, Responsabile del procedimento del Servizio Lotta Biologica alle zanzare presso la R. N. S. lago di Pergusa, e la Dott.ssa Rosa Termine, Responsabile Scientifico General Montaggi.
Il dott. Madonia ha illustrato le caratteristiche di questo insetto:
“La zanzara tigre diversamente dalla comune zanzara agisce  nelle ore diurne. La caratteristica fondamentale della zanzare tigre è quella di deporre le uova  in piccoli contenitori con poca acqua: vasi, sottovasi,  tombinature stradali, grondaie, recipienti di scarti, pneumatici e rifiuti abbandonati. Le uova sopravvivono nel luogo dove sono state deposte anche durante l’inverno e in periodi di siccità, fino a quando il sito si riempie nuovamente di acqua. Infatti, la zanzara tigre deposita le uova poco sopra il livello dell’acqua su un substrato ottimale; esse si schiudono appena l’acqua le sommerge anche per 1 ora. Il raggio di azione dell’adulto si aggira intorno ai 200 metri dal luogo di deposizione. Questa specie si sta adattando con successo anche a territori freddi.  La zanzara tigre proprio per la sua peculiarità di pungere più soggetti è in grado di trasmettere malattie da uomo ad uomo e da una specie all’altra (ad esempio la dirofilariasi dal cane all’uomo).
Aedes albopictus può trasmettere patogeni e virus come il virus della febbre del Nilo, della febbre gialla, dell’encefalite di St. Louis, del dengue, l’agente patogeno della dirofilariasi e chikungunya.La zanzara tigre fu responsabile dell’epidemia di chikungunya del 2005-2006 sull’isola francese di Riunione. In settembre del 2006 si stimarono circa 266000 persone contagiate e si contarono 248 morti sull’isola. La zanzara tigre fu anche vettore di tale virus causando la prima e unica epidemia di chikungunya in Europa. L’epidemia avvenne in Italia, in provincia di Ravenna, nell’estate del 2007, durante la quale si contagiarono più di 200 persone.
La zanzara tigre è pure importante nella medicina veterinaria. Per esempio, le zanzare tigre sono vettori di, un verme parassitario che causa la dirofilariasi cardiovascolare in cani e gatti.  E’ necessario monitorare e sorvegliare i territori ove si riscontra la loro presenza, estendendo il monitoraggio con particolare riguardo a: cimiteri, ville comunali, luoghi di stoccaggio e vendita di copertoni, punti di rinfresco sulle autostrade, autodemolitori, negozi con piante importate e stazioni ferroviarie, pozzanghere, che non si essiccano in meno di tre giorni, grondaie incurvate od otturate, copertoni vecchi contenenti dell’acqua, abbeveratoi per uccelli e animali domestici, sifoni di fogne, sistemi di drenaggio con acqua stagnante e qualsiasi altro accumulo di acqua. Per evitare che le zanzare ci depongano le uova, è consigliabile riempire di sabbia o ghiaia fine vasi.
I luoghi dove è impossibile evitare la presenza di acqua (piscine, bacini di cattura ecc.) possono essere trattati periodicamente con il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti) o un altro larvicida chimico.
L’applicazione di insetticidi contro le zanzare adulte ha soltanto un effetto limitato. Gli spray usati di notte contro le zanzare non hanno alcun effetto se non si trattano pure i luoghi di riposo delle zanzare tigre.
In particolare i piani di lotta, che dovrebbero essere messi a punto dai vari Comuni durante il periodo di attività stagionale dell’insetto, prevedono principalmente:
– trattamenti larvicidi su suolo pubblico su tutte le tombinature stradali;
– trattamenti adulticidi solo in caso di emergenza e in siti sensibili (scuole, ospedali);
– ordinanza del Sindaco per il controllo dei focolai privati (le aree private costituiscono la maggior parte dei siti a rischio e per questo è importante che ogni singolo cittadino, in ambito privato, provveda alla rimozione di tutti i potenziali focolai larvali, cioè di tutti quei contenitori in cui può ristagnare l’acqua (come ad esempio i sottovasi e bidoni) e al controllo dei focolai inamovibili, cioè quelli nei quali non può essere eliminata l’acqua (tombini  e zone di scolo e ristagno), mediante l’ utilizzo di un adeguato prodotto larvicida o mediante  la chiusura con zanzariere);
– attività di  informazione-formazione dei cittadini al fine di ottenere risultati positivi a lungo termine per l’eliminazione dei focolai privati;
– sfalcio dell’erba nelle aree pubbliche e rimozione dei rifiuti;
– protocollo di lotta in presenza di casi accertati o sospetti di febbre Chikungunya o Dengue;
– monitoraggio con ovitrappole con cadenza settimanale”.

Da quanto sopra esposto,  i rappresentanti delle istituzioni hanno concordato  un intervento immediato nel territorio del Comune di Enna e hanno stabilito di interessare tutte le istituzioni provinciali e regionali. Si confida in modo particolare  nell’intervento dei cittadini per quanto di loro competenza.

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