AVO ENNA: PROGRAMMA DI ACCOMPAGNAMENTO ED ASSISTENZA DOMICILIARE PER TRENTA ANZIANI SOLI NELLA PROVINCIA

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In rete accanto agli anziani. E’ stato presentato lo scorso giovedì 9 settembre, nella sala Cerere di palazzo Chiaramonte il progetto sperimentale “Le nuove frontiere della terza età”, promosso da Avo Regione Sicilia (organizzazione capofila), Avo Enna, Misericordia Enna, Misericordia Catenanuova e Misericordia Barrafranca che, appunto in rete, realizzeranno un programma di accompagnamento e assistenza domiciliare per ben trenta anziani soli nella provincia.  Presenti all’evento tra gli altri Enzo Guarasci per l’Avo Sicilia e coordinatore del progetto, Davide De Fabrizi per le Misericordie, Rossella Aleo, referente Misericordia Barrafranca e responsabile amministrativa del progetto; Enzo Napoli, presidente Avo Enna; Carmelo Scravaglieri consigliere el Csve (Centro servizi per il volontariato etneo) e del Coge (Comitato gestione Fondo speciale per il volontariato in Sicilia), volontario Misericordia Catenanuova; Emanuele Cassarà, direttore presidio ospedaliero Asp Enna e Salvatore Notararigo, assessore alle Politiche sociali del comune di Enna.
Il progetto, finanziato dal Fondo di perequazione della Sicilia, dopo la presentazione di ieri alla città entra nella sua seconda fase, la formazione dei volontari a cura degli esperti Francesca Napoli, Caterina Polopoli e Francesca Lipoma, psicologhe; Michele Trimarchi, geriatra; Giovanni Bongiovanni, fisioterapista; Giuseppe Vasco, pedagogista; Emanuela Guarasci, sociologa; Elio Falzone, igienista. Parteciperanno al corso, che si terrà dal 13 settembre sino al 14 ottobre ogni lunedì e giovedì al Centro polifunzionale di via dello Stadio, oltre 40 volontari scelti dalle associazioni partner.
L’ultima fase, quella  operativa di assistenza domiciliare e accompagnamento, si realizzerà in via sperimentale nei tre comuni di Enna, Barrafranca e Catenanuova con la collaborazione dell’Asp Enna e del Comune di Enna, quali partner erogatori di servizi, da ottobre 2010 sino a settembre 2011.
“In modo assolutamente innovativo per la Sicilia – dichiara Enzo Guarasci, coordinatore del progetto –  la rete di volontari sosterrà nei territori interessati 30 anziani soli, individuati da Asp e Comuni e selezionati da un’equipe di esperti secondo una scala di priorità (solitudine, malattia, assenza di sostegno familiare). L’ambiente domestico favorisce una buona qualità di vita fisicamente e psichicamente per i nostri anziani e rappresenta l’ambiente più adatto per interagire con l’anziano in difficoltà. I dati ci parlano di un’Italia sempre più vecchia, dunque la nostra società deve farsi carico del problema e affrontarlo nel modo più efficace e continuo possibile. Senza creare ghetti e solitudine”.

“Il progetto è interessante – dice Carmelo Scravaglieri del Coge, supervisore del progetto –  A livello regionale ha avuto 76,4 punti, uno dei più alti in Sicilia. Ciò significa che è capace di rispondere ad esigenze concrete del territorio e che bisogna lavorare per garantirne la sostenibilità e la continuità”.

“Sulla base delle esperienze positive e di incontro dei volontari AVO con gli anziani ospedalizzati in tutti questi anni – dice Geppina Savoca, psichiatra e assessore provinciale alla solidarietà – si manifesta l’esigenza di mantenere questo tipo di rapporto anche dopo le dimissioni dall’Ospedale e di allargare questa modalità anche ai volontari di altre Associazioni presenti nel territorio di residenza dell’anziano”.

“E’ importante occuparsi degli anziani – dichiara Michele Trimarchi, geriatra all’ospedale di Enna – Le cifre parlano: in Italia, uno dei paesi più vecchi d’Europa, tra gli anziani presenti 20% sono ultrassessantacinquenni; in più circa 3 milioni sono ultraottantenni, nel 2020 saranno circa 4 milioni mentre gli ultracentenari sono oltre 10 mila”.

“Anzianità significa anche dolore – ha detto Paola Viola, coordinatrice del Comitato ospedale e territorio senza dolore – Il corpo che man mano perde le sue piene capacità, porta a soffrire. Gli anziani hanno diritto ad avere garantita una sana gestione del dolore e delle loro difficoltà, attraverso cure mediche e vere relazioni umane”.

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