SALVATORE COSTA, IMPRENDITORE DI BARRAFRANCA, È IL NUOVO PRESIDENTE PROVINCIALE DEL SETTORE EDILE DELLA CONFARTIGIANATO.

Lo ha eletto, venerdì, all’unanimità, l’assemblea degli imprenditori edili associati e va a sostituire l’attuale presidente provinciale della Confartigianato, Mario Signorello Cascio. L’incontro, cui ha partecipato una folta rappresentanza di imprenditori della provincia dell’edilizia, è stato coordinato da Salvatore Puglisi, segretario della Confartigianato. Nel corso dell’incontro si è sviluppato un ampio e partecipato dibattito sulle problematiche e le opportunità nel settore dell’edilizia. E non poteva che essere nero il futuro immaginato dalla Confartigianato sulle sorti dell’edilizia, “un settore che se si ferma –ha detto Puglisi-, fa precipitare l’intera economia della nostra provincia”. Puglisi, nel fare riferimento proprio ad un articolo de “La Sicilia” dove si evince che da uno studio di Confartigianato nazionale, Enna detiene la maglia nera per quanto riguarda il lavoro nero, ha sottolineato che “se non si cambierà rotta, la situazione precipiterà irrimediabilmente”. “Il tessuto produttivo di Enna è sfilacciato da troppo tempo. La crisi miete continue vittime e questo anche a causa di “molti artigiani –ha denunciato Puglisi- che fittiziamente dismettono la propria attività per poi continuarla in nero, tutto a danno di chi invece vuole operare alla luce del sole e nella legalità”. “Ci sono circa 350 milioni di Euro fermi alla Regione –ha aggiunto Puglisi- da poter utilizzare per il recupero dei centri storici solo se i comuni si dotassero di piani particolareggiati”. Da qui la proposta di Confartigianato di costituire, comune per comune, un tavolo per spingere gli amministratori a dotarsi di questo importante strumento per potere accedere al fondo. “E’ stato approvato dalla Regione il “Piano casa”. –ha ancora aggiunto Puglisi- Cosa stanno facendo i nostri comuni a differenza di quelli del Nord che lo stanno utilizzando alla grande? La crisi si sta dimostrando in tutta la sua drammaticità e la maggior parte delle piccole e medie imprese continuano a soffrire la congiuntura economica. La nostra provincia è imprigionata in una situazione di difficoltà estrema che la gente vive sulla propria pelle. O si cambia rotta, o sarà la fine”.
Giacomo Lisacchi

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